Lo sport integrato, una via per l’integrazione sociale

Cambiano i criteri per l'assegnazione delle palestre: più punti alle associazioni che lavorano con bambini disagiati
di Claudia Tifi - 7 Dicembre 2007

“Attraverso nuovi criteri di attribuzione delle palestre scolastiche e degli impianti sportivi tout-cour, la Provincia, prima tra gli enti locali, realizza la vera integrazione per quanti hanno una disabilità mentale o fisica non solo a livello di accessibilità. Fare sport può essere un modo privilegiato per integrarsi socialmente” – dichiara Rolando Galluzzi, consigliere del III municipio e vice presidente di Democrazia Solidale, l’associazione che ha organizzato il convegno “Lo sport nella rete sociale e solidale” che si è tenuto martedì 4 dicembre 2007 alla libreria Tuma’s in via dei Sabelli 17.

“Rinnovare le modalità di concessione delle palestre scolastiche – dichiara Adriano Panatta, assessore provinciale allo Sport – è un duro colpo agli antichi privilegi.”

“Una volta nei criteri di assegnazione veniva dato più punteggio alle associazioni che organizzavano più attività – spiega Maurizio Ferraro di Democrazia Solidale – col nuovo regolamento saranno assegnati 8 punti in più a chi lavora con bambini che hanno problemi mentali.
Lo sport deve emanciparsi – prosegue Ferraro – le associazioni devono smettere di consumare il rito dell’affare. E’ necessario riconsiderare lo sport come diritto universale, invece di viverlo in termini di immagini, di campioni, di grandi spettacoli. Quanta umanità e quanta sofferenza c’è dietro lo sport e quanta soddisfazione c’è accorgendosi che anche un bambino con problemi mentali può avvicinarsi a un’attività sportiva senza che i normodotati lo emarginino.
Il presupposto è istituire la figura del facilitatore – continua Ferrero – un’operatore sociale che abbia tra i suoi obiettivi quello di accompagnare verso lo sport un bambino autistico”.

“Per questo -confermano l’Assessore allo sport alle politiche giovanili e della formazione professionale della Provincia, Giuseppa Rozzo e Tiziana Biolghini, consigliere provinciale e delegata alle Politiche per l’Handicap – hanno promosso un corso di formazione per 40 operatori, 20 per Roma e 20 per la provincia: le graduatorie del bando usciranno entro gennaio 2008.”
“Il Comune che ha in concessione circa 110 centri sportivi nei 19 municipi – afferma Umberto Marroni, consigliere comunale – approva questa iniziativa di promozione dello sport a discapito del carattere economico e s’impegnerà, attraverso una collaborazione interistituzionale, a ricostruire un rapporto di rappresentanza come una volta svolgevano i grandi partiti”.

“Fare sport per tutti significa investire sull’integrazione – dichiara Tiziana Bolghini – in Italia il sostegno ai disabili compie trent’anni. Con un bando per 200 operatori specializzati per l’assistenza a scuola dei bambini disabili si è visto che quando s’integrano i malati scende il bullismo e la cultura del branco”.

“Il modello della competizione, questa è la cultura sportiva – ammette Alessandro Palazzotti, presidente Coni del Lazio – il campione in un istante viene pompato, gonfiato e poi buttato giù, invece deve avere una sua longevità sportiva. Dopo trent’anni di esperienza nel mondo dei disabili ho avuto l’onore di andare ai mondiali di Shangai con una squadra di 134 portatori di handicap, che hanno vinto 111 medaglie e per questo sono stati premiati dal Presidente della Repubblica”.

Anche Laura, nonostante sia celebrolesa, è una persona molto vitale, positiva, che riesce ad avere tempi eccellenti nella corsa.
Tanti disabili fisici e mentali a Roma non frequentano i luoghi pubblici per la paura di essere emarginati e molte volte non escono per il numero infinito di barriere architettoniche che rendono la capitale malagevole e spesso inaccessibile a quanti sono su una carrozzella.
“La diversità non esiste, basta non porsi il problema e si risolve – afferma Laura – non si può guarire, ma ci si può abilizzare. L’integrazione? Basta poco per volerlo, basta uscire di casa.


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