

È successo a Primavalle, dove l’uomo, un romano di 40 anni impegnato in un vero e proprio pedinamento, è stato colto in “flagranza di reato” e arrestato
Non era nuovo alle molestie il 40enne romano che è stato arrestato ieri mattina dagli agenti del commissariato di Primavalle. L’uomo stava inseguendo la sua ex dopo aver aspettato che uscisse di casa. La donna, 40 anni anche lei, aveva già denunciato l’uomo a causa del suo comportamento incalzante e persecutorio fatto di sms, telefonate e minacce. Al comportamento minatorio dell’uomo avevano fatto seguito gli appostamenti sotto casa e sotto al luogo di lavoro. Poi erano arrivati i pedinamenti ai danni della donna che si era così vista costretta a cambiare le sue abitudini nel tentativo di tutelarsi dall’ex che non perdeva occasione per avvicinarla e intimorirla.
L’uomo, C.S., non si era rassegnato alla fine della storia sentimentale con la donna e aveva iniziato a mettere in atto una vera e propria persecuzione nei suoi confronti. Dopo la denuncia della donna il questore di Roma aveva emesso lo scorso 10 giugno un provvedimento di ammonimento nei confronti dell’uomo a cessare qualsiasi atteggiamento di tipo persecutorio e lesivo della libertà della ex compagna.
Nonostante il provvedimento formale però ieri mattina l’uomo ha atteso che la donna uscisse dalla sua abitazione per poi seguirla a bordo della sua automobile. Accortasi di essere pedinata la donna più volte ha tentato di depistare lo stalker modificando il suo percorso e cambiando più volte strada ma senza successo. A questo punto in evidente stato di agitazione ha chiamato il 113 chiedendo aiuto. L’uomo è stato fermato su via Casal di Marmo dagli agenti di Primavalle che lo hanno arrestato in seguito alle poco chiare spiegazioni date in merito all’accaduto. Il 40enne infatti avrebbe detto di essersi accorto di essere preceduto dall’auto della ex compagna ma che solo per pura casualità si trovavano entrambi a fare lo stesso percorso.
Solo due giorni fa un uomo accusato di stalking ai danni della sua ex era stato ucciso da un agente dopo un inseguimento sul Grande Raccordo Anulare. Gli avvenimenti degli ultimi giorni si vanno a inserire nel già rovente scenario delle polemiche sulla recentissima divulgazione del vademecum per la sicurezza delle donne. “Non indossare vestiti particolarmente appariscenti se prendi la metro di sera da sola, evitare strade buie, tenere nella rubrica del telefono cellulare alcuni numeri utili da chiamare in caso di emergenza, non inserire informazioni personali sui social network e non lasciare documenti sul posto di lavoro o in casa di amici” sono alcuni dei consigli snocciolati dal libello che alla luce degli ultimi eventi però appare sempre più banale e riduttivo.
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