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Marco D’Emilia e i frammenti da un monologo interiore

Dal 14 marzo allo Studio Arte Fuori Centro in via Bombelli

Martedì 14 marzo 2006, alle ore 18,00, presso lo Studio Arte Fuori Centro, in via Ercole Bombelli 22, si inaugura la personale di Marco D’Emilia Frammenti da un monologo interiore, curata da Loredana Rea.

L’esposizione rimarrà aperta fino al 31 marzo, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.

La mostra, è il terzo appuntamento di Appunti quotidiani, ciclo tematico di approfondimento, ideato dai critici Ivana D’Agostino e Loredana Rea.

Nell’arco di tempo compreso tra febbraio e giugno sei artisti – Giovanni Liberatore, Renzo Bellanca, Marco D’Emilia, Stefano Giovannone, Rita Mele e Rosella Restante – differenti per formazione, scelte operative, metodologie espressive e progettualità di lavoro, si confrontano su un terreno comune, il quotidiano impegno nell’ampio e multiforme territorio della sperimentazione contemporanea. L’intento critico è quello di riflettere sul presente, per cogliere le motivazioni profonde del fare arte e ipotizzare verso dove si stanno incanalando la sperimentazione creativa e le problematiche progettuali di oggi.

Per Marco D’Emilia la pittura si articola attorno alla necessità di elaborare in maniera originale alcune delle diverse proposizioni entro cui si muove il dibattito contemporaneo, senza mai rinnegare il passato, anzi semmai costruendo su questo come su fondamenta profonde.

Quelle presenti in galleria, preparate appositamente per questa esposizione personale, sono opere di piccole dimensioni dipinte su tavola, in cui il tema dominante della sua recente ricerca: la riflessione intorno al paesaggio, è declinato in maniera originale. I quadri non sono semplice rappresentazione della natura, ma piuttosto materializzazione di un sentire profondo, tanto che sebbene sembrino evocare le terre impastate di umori, i cieli ricolmi di luce o animati dal buio della notte, in realtà si mostrano come frammenti di un lungo e sommesso dialogo tra sé e sé, per sviscerare la complessità della vita di ogni giorno, cosicché la pittura si presenta come luogo metaforico in cui azione e riflessione si uniscono per creare un linguaggio capace di esprimere il non-detto della quotidianità, dal momento che essa è intesa come strumento privilegiato di conoscenza, di sé principalmente.

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