Marco Travaglio a La Sapienza

Legge 133, disinformazione, iva delle pay-tv: un concentrato tutt’altro che dietetico di informazione

Erano circa mille gli studenti che il 5 dicembre volevano ascoltare Marco Travaglio alla facoltà di Matematica de La Sapienza. La struttura non poteva reggere tutti, quindi il giornalista si è offerto per un prossimo appuntamento all’università.
Oltre che promuovere il suo ultimo libro “Bavaglio”, si è presentato per parlare della criticatissima Legge 133 e sfociare poi nella disinformazione del giornalismo che si diffonde sempre più in Italia.

Della Legge 133 ha affermato che sì, esistono tante facoltà e università fittizie e inutili, ma perché? La risposta che dà è semplice: i politici stessi mettono in piedi questi tipi di lavori fittizi per dare posti di lavoro a parenti e amici. “Ricordatevi – aggiunge – che chi crea i problemi non ha nessuna intenzione di risolverli!”. Li risolvono solo apparentemente facendo tagli universitari quando in realtà si dovrebbe investire. Come d’altronde ha fatto il Primo Ministro Sarcozy. Secondo Travaglio noi arretriamo invece di andare avanti.

Per quanto riguarda la disinformazione si è sentito in dovere di fare una delucidazione sul termine ‘opinione pubblica’. L’opinione è tale se, una volta sentiti vari pareri sulla questione, ciascun cittadino formula il suo pensiero dato dall’unione di tutto ciò che ha sentito. E questo non avviene mai, dato che l’editoria è impura, cioè gestita da politici che non lasciano la libertà di pensiero. Si parla poi di opinione pubblica, quando un avvenimento che coinvolge tutti i cittadini viene diffuso. Mentre si tende a parlare dei gossip dei politici ma non si denunciano pubblicamente le informazioni politiche poiché farebbero troppo scalpore.
E Travaglio dà un esempio attualissimo di disinformazione.

In tutti i giornali o quasi, continua a commentare Marco Travaglio, si legge che riguardo all’iva delle pay-tv l’Europa è d’accordo con il nostro Presidente del Consiglio. Niente di più falso. L’Europa non è d’accordo perché Berlusconi vuole alzare l’iva al 20%. Gli stati europei hanno semplicemente chiesto di uniformare le percentuali di iva delle pay-tv dato che ognuna ha una propria percentuale. Quindi questo fatto è, secondo il giornalista, esemplificativo di un’informazione distorta.

Nell’attesa di altre pillole informative tipiche di Marco Travaglio, gli studenti de La Sapienza che sono riusciti ad ascoltare se ne sono andati sorridenti con il libro appena acquistato in mano. Per gli altri che sono rimasti fuori, non dovranno aspettare molto: Travaglio tornerà presto.

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