

Quattro mostre a cura di Achille Bonito Oliva dal 14 aprile al 12 luglio 2006
Renato Meneghetti è per la prima volta a Roma con una serie di mostre, fino al 12 luglio, a cura di Achille Bonito Oliva. L’evento è realizzato in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Polo Museale Romano e patrocinato dal Comune di Roma, dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio e si svolge negli spazi di quattro grandi sedi: il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Saxia, la Galleria Sala n°1 nel Santuario Pontificio della Scala Santa, il Museo di Palazzo Venezia e l’Archivio Centrale dello Stato. Le opere esposte sono state realizzate dal 2000 ad oggi e si incentrano sul tema della malattia morale e fisica dell’uomo.
Meneghetti riesce a lavorare con metodo rinasciementale ed è capace di captare nuove suggestioni formali, impegnandosi con la pittura, la fotografia, la musica, il cinema, la scultura, il design, il videoarte e realizzare i suoi lavori grazie ai più di duecento artigiani, specializzati nel campo dell’elettromagnetismo, nella lavorazione del gres ceramico e della vetroresina e dei palloni aerostatici.
Nel corso degli anni Meneghetti si è dimostrato uno dei più grandi innovatori e artefice di idee sì diverse, ma unite da una forte passione morale.
Meneghetti è stato protagonista di numerose personali nei maggiori musei d’Europa e del mondo, è conosciuto come il pittore delle radiografie. Il critico d’arte Gillo Dorfles così ha parlato di lui: …"Le radiografie di Meneghetti sono l’unico fatto nuovo intervenuto nell’arte italiana in questi ultimi vent’anni, egli è stato il primo in assoluto a comprendere l’interesse estetico oltre che scientifico di questo mezzo e soprattutto ad individuare il significato profondo di tale impiego…".
A Santo Spirito in Saxia è possibile vedere le tele di cotone dipinto ad alcol, 400×100 cm ciascuna, intitolate "Omaggio ad Akira". Sui cotoni dipinti è possibile notare i fondi radiografici, segnati con rilievi umani, disposti in uno spazio architettonico aperto e, vengono mossi dal vento creando una variazione di colore e forme indistinte, che ricorda, come tra fasti trecenteschi, il segno di Akira Kurosawa.
"Optional". Attenzione potrebbe gonfiarsi. Meneghetti per dimostrare che per gli uomini del Terzo Millennio usare il cervello è un Optional, ha realizzato un grande encefalo artificiale in vinile trasparente (h cm 500x600x800 lunghezza). Esso si gonfia raramente (in uso) e si sgonfia sempre (non in uso). Quando il cerebro si ricostituisce, avviene la rimessa in funzione del cervello, del pensiero e il risveglio della pubblica coscienza.
"Sensazione minima", grande scultura componibile con 324 light boxes con un ponte in struttura metallica "americana" Litec. Rappresenta irradiazioni visibili, immagini del corpo umano in vita, investigazioni di corpi opachi. E’ possibile capire che la gamma di colori e di forme che percepiamo è solo una minuscola finestra dell’immenso ventaglio delle radiazioni che sfuggono ai nostri sensi. Il corpo umano ed animale viene indagato ai raggi X.
"Indifference" e "Clandestine". Uno spettacolo eccezionale, centinaia di teste in fragilissima ceramica di individui sparse al suolo: uomini, donne, anziani, ragazzi, bambini; costringono i passanti a evitarle, a saltarle, a dare un calcio ad una fastidiosa testa che intralcia il cammino.
Così si comporta l’individuo del Terzo Millennio privo di bontà, di compassione, di gesti d’amore e di carità. L’indifferenza assoluta per la sofferenza, per la morte e per chi ci circonda.
Meneghetti è un artista da sempre attento ai temi sociali, ha scelto di comprare i cartoni scritti in italiano con cui i barboni chiedono l’elemosina, per simboleggiare l’acquisto dell’esistenza stessa di queste persone.
"Eghènetai!". Buio, "non-ombra". Luce. Nel buio tunnel dal nulla al tutto. Dal buio alla luce. Dal silenzio dell’essere alla catarsi. "Urlo" muto dell’uomo, Eghènetai!. Lastre sospese nello spazio pesante di una cripta, deformate da immagini crude come se partecipassero ad un rito solenne che evoca il Sacrificio, Catarsi e dolore ancora vivo nell’"urlo", muto dell’uomo. Le opere che lo compongono sono costituite da referti radiografici ripresi ad alcol e compressi fra le lastre di plexiglas.
"Anatomie impossibili". Presenze antropomorfe, quasi viaggiatori fantasma, anime, fuochi fatui. Corpi fragili, provati, straziati, mostrano la loro nudità financo interiore. Questa opera è formata da una colata di resina, lastre radiografiche, fibre ottiche, in varie misure.
"Golgota quotidiano". I referti radiografici cercano la traccia di una malattia, di una mutazione, di un venire meno del corpo: di questo dolore la croce è il segno. Alcune lastre radiografiche in plexiglas dipinte compongono sei croci di varie misure.
"Swallow". Una dura critica alla corsa del denaro nella società contemporanea, in cui l’individuo è ridotto alla stregua di un gadget mangia soldi, si ingozza, non si accontenta mai. Swallow è una scultura meccanica con intorno 100 monete in plexiglas con radiografie incorporate. Poi l’opera "Follia Globale" costituita da un globo semovente dipinto con un diametro di 120 cm con un meccanismo elettrico "mistero".
Infine l’opera "Mutante" è costituita da 100 dischi in resina, lastre radiografiche e in luce. Questi dischi rappresentano la forma degli elementi essenziali della Terra che sono l’ossigeno e il carbonio.
Per concludere, l’arte di Meneghetti è un formidabile scandaglio calato dentro i fattori primari dell’esistenza. Nessuno come lui è lontanissimo da qualsiasi forma di edonismo o di concezione rasserenante e consolatoria dell’arte.
Sedi espositive con gli orari
Complesso monumentale di Santo Spirito in Saxia
Borgo Santo Spirito 1
Dal 14 aprile al 6 maggio
Orari: tutti i giorni 9 – 18
Museo Nazionale di Palazzo Venezia
Via del Plebiscito 118
Orari: martedì – domenica 10.00 – 19.00; lunedì chiuso
Scala Santa Sala 1
Piazza di Porta San Giovanni 10
Dal 21 aprile al 28 maggio
Orari: martedì – sabato 16.30 – 19.30; chiusura domenica e lunedì
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