

Qualcosa si muove. Stiamo uscendo dal lungo letargo? La devastante situazione, ancora presente nel nostro municipio, rappresentata dai cantieri della più dispendiosa, costruenda ed interminabile opera
Con l’arrivo della stagione primaverile, si risveglia la natura. Per noi umani potrebbero, però, insorgere problemi quale l’esser colpiti dalla “sindrome del letargo”, che ci rende stanchi, svogliati e facilmente irritabili.
Ho cercato, per reazione personale, qualche motivo per risvegliarci da questo lungo inverno politico. Con fatica ho trovato uno stimolo per un necessario risveglio: la devastante situazione, ancora presente nel nostro municipio, rappresentata dai cantieri della più costosa, costruenda ed interminabile Metro C.
Nei giorni scorsi, il 13 marzo per l’esattezza, presso il circolo PD “Centocelle” di via degli Abeti, si è svolto un interessante incontro con l’Assessore ai trasporti e mobilità del V municipio Stefano Veglianti, a cui hanno partecipato molti cittadini. L’incontro è stato animato dal Gruppo di Lavoro “Metro C”, convocato e presieduto dal sottoscritto nella qualità di coordinatore del Gruppo, che ha come obiettivo quello di preparare una serie di richieste e suggerimenti da proporre all’assessore comunale Improta che sarà invitato ad un prossimo incontro pubblico nelle prossime settimane.
L’iniziativa del circolo “Centocelle – Abeti” è stata ampiamente descritta in dettagliati articoli redatti da Sergio Scalia (AbitareA 15/03/2014) e da Alessandro Moriconi (AbitareA 15/03/2014).
Sono emerse non poche criticità dello stato dell’opera: quali ad esempio i tempi di ultimazione e di messa in esercizio delle stazioni intermedie fra “Parco di Centocelle” e “Lodi”, quali: Mirti, Gardenie, Teano, Malatesta e Pigneto, sulle quali insistono ancora gli ingombranti cantieri. Staremo a vedere.
Scopo di questa “chiacchierata” rappresentare, invece, la pesante situazione “contabile” della Metro C, candidata ad aggiudicarsi il record dell’opera pubblica più costosa e più lenta d’Europa. Probabilmente del mondo. Se mai si completerà. Perché il rischio che rimanga a metà, senza cioè la parte più importante del tracciato che dovrebbe collegare il Colosseo con piazzale Clodio passando per San Pietro, è più che concreto.
La storia della metro C comincia 24 anni fa, nel 1990 con l’erogazione dei primi finanziamenti, per parte della linea, e i progetti preliminari. Doveva essere pronta per il Giubileo del 2000, ma si parte concretamente solo nel 2001. Nel dicembre del 2001, il CIPE inserì la linea C tra le opere strategiche della legge obiettivo (legge n. 443 del 2001). Il 31 luglio 2002, dopo l’approvazione del progetto preliminare dal Comune di Roma, lo Stato finanziò parte del tracciato fondamentale. Due anni dopo, nel 2004, il CIPE approvò la tratta fondamentale della linea e il 15 febbraio 2005 venne pubblicato il bando di gara per l’affidamento dei lavori. La Corte dei Conti ha redatto un rapporto facendo le pulci all’operazione. Inizialmente l’opera doveva costare un miliardo 925 milioni. Poi il conto è salito a 2 miliardi 683 milioni. Quindi a 3 miliardi 47 milioni. Per arrivare, oggi a 3 miliardi 379 milioni. Ai quali vanno aggiunti 485 milioni di maggiori esborsi per quattro arbitrati aperti. Altri 100 milioni stanziati dal CIPE (2012) e il miliardo 108 milioni delle “opere complementari” per la tutela archeologica. Totale: 5 miliardi e 72 milioni, il 163,5% in più rispetto alle stime iniziali. E non è ancora detta l’ultima parola, potrebbe raggiungere la ragguardevole cifra di 6 miliardi. Il rapporto della Corte dei Conti risale al febbraio 2012 pubblicato in sintesi dal Corriere della Sera, fonte dei dati numerici citati.
Costi da capogiro. Ritardi che hanno superato i 3 anni. C’è da arrossire al pensiero della nuova linea del metrò di Madrid, realizzata in appena 36 mesi. Eppure Roma avrebbe bisogno di quest’opera come il pane. La città è letteralmente strangolata dalle macchine e il trasporto pubblico locale è in forte e spaventosa carenza. L’uso del trasporto collettivo rappresenta nella capitale solo il 28,2% della mobilità motorizzata, contro il 67,7 di Barcellona, il 63,6 di Parigi, il 47,7% di Londra e il 47% di Milano.
Quale altro elemento occorre per rispondere alla domanda: “ come mai Roma è superata per estensione della sua metro perfino da Bilbao?”

Certi di rendere un doveroso servizio ai cittadini, nei prossimi giorni, coinvolgeremo alcune responsabilità capitoline dalle quali ci attendiamo, e i cittadini attendono, risposte certe, non più procrastinabili e non più attribuibili (vigileremo su questo) a campagne elettorali.
Il lavoro dei circoli del PD vuole rappresentare la volontà di riappropriarsi del ruolo propositivo e di indirizzo che gli spetta, ponendosi in ascolto e instaurando il dialogo con i cittadini: “il circolo PD Centocelle Abeti” con i propri Gruppi di Lavoro ha riscoperto questo percorso.
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