

Promesse, ordinanze e ricorsi: la bonifica non è mai partita. Il Comune ha stanziato 2 milioni di euro, ma l’area resta abbandonata
Era il 31 dicembre 2023 quando il maxi-rogo di Capodanno devastò largo Jacovitti, nel cuore del quartiere Mezzocammino, ma la piazza è ancora un deserto di cemento e rifiuti.
Dove un tempo c’erano box e autorimesse, oggi restano solo macerie annerite, transenne arrugginite e un odore acre che ricorda il disastro ambientale di quella notte.
Qui, a causa di un cortocircuito partito da alcune apparecchiature negli scantinati, tonnellate di rifiuti stipati abusivamente presero fuoco.
Masserizie, materassi, scarti edili e materiali infiammabili che da oltre dieci anni venivano accumulati illegalmente all’interno delle autorimesse di proprietà privata.
Dietro a quel deposito abusivo, un noto costruttore romano, già al centro di indagini nel IX Municipio. Già nel 2015, i box erano stati sequestrati: dentro furono trovati auto, rifiuti e materiale pericoloso.

Un anno dopo il rogo, il 4 novembre 2024, il sindaco Roberto Gualtieri aveva firmato un’ordinanza urgente rivolta alle società “I Gelsi” e “Nuova Etruria Srl”, entrambe responsabili, per motivi diversi, dell’area.
Il provvedimento imponeva la messa in sicurezza dei manufatti, la bonifica e la rimozione dei rifiuti entro 60 giorni. Ma le due società non hanno eseguito nulla.
Così, il 6 marzo scorso, il Comune di Roma ha deciso di passare ai fatti, affidando la gestione della piazza alla presidente del Municipio IX Titti Di Salvo.
«Consegniamo l’area al Municipio: qui tornerà la legalità», aveva dichiarato la minisindaca dem, che da allora mantiene un confronto costante con il comitato di quartiere Torrino-Mezzocammino.
Da allora, però, nessun cantiere è partito. Le ruspe non sono mai arrivate e la piazza resta chiusa e degradata.
«Le procedure amministrative sono molto complesse – spiega Di Salvo – perché largo Jacovitti è un’area di proprietà privata. Il Sindaco ha emesso l’ordinanza, il privato non ha rispettato i termini e così il Comune è subentrato. Abbiamo stanziato due milioni di euro per la bonifica, la caratterizzazione dei rifiuti e la ricostruzione della piazza crollata».
A complicare ulteriormente l’iter, la proprietà ha presentato ricorso al Presidente della Repubblica. «Questo non deve preoccupare i cittadini – precisa la presidente –. L’iter è rallentato ma procede. I tempi sono lunghi, ma la legalità tornerà anche qui».
Oggi largo Jacovitti resta una ferita aperta nel cuore di Mezzocammino. I residenti chiedono risposte, mentre le transenne e i rifiuti ricordano ogni giorno una storia di incuria, burocrazia e promesse sospese.
Il rischio, denunciano dal quartiere, è che quella piazza simbolo del degrado finisca per diventare un monumento all’immobilismo romano: due anni dopo, il fuoco si è spento, ma le macerie restano.
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