Mostra di Andrea Chisesi in Trastevere

Interessante esposizione di un artista internazionale a Palazzo Velli Expò, fino al 3 gennaio, ingresso libero
Carla Guidi - 20 Dicembre 2016

Una mostra sorprendente ed elegante di un artista che si situa tra la pittura e la fotografia, mescolando queste tecniche con risultati preziosi ed evocativi. In realtà siamo ormai in quella che, secondo Bauman, è la società liquida, senza dover entrare però in categorie morali o sociologiche che vanno oltre la sensibilità formale che un artista si considera destinato a denunciare, Andrea Chisesi ha definito le proprie tecniche rappresentative Sincretismi, Vortici e Fuochi d’artificio e visionando la mostra scopriamo perché.

Andrea Chisesi

Utilizziamo le parole di Ornella Fazzina, Docente di Storia dell’Arte – Accademia Belle Arti di Catania – “La formazione di Andrea Chisesi è il risultato di un meticciato culturale che spazia dalla fotografia alla pittura con una disinvoltura tale da diventare il tratto caratterizzante della sua attuale produzione artistica in linea con una logica di contaminazione e ibridismi linguistici. La necessità di esprimersi per sovrapposizioni, stratificazioni, aggiunte, sottrazioni e interventi materici lo portano a continui slittamenti che rendono sempre meno definiti i vari ambiti e i mezzi usati. Negli ultimi lavori, la fase della fusione tra pittura e fotografia rende tutto più indistinto, meno leggibile e frammentario, pur mantenendo separate le due tecniche, orientandosi così verso un processo di smaterializzazione della forma che fa assumere alla composizione un carattere evocativo, relegandola nel campo della memoria, del ricordo, in una dimensione spazio-temporale dove è proprio il tempo che deteriora l’immagine creando sempre più una linea di allontanamento. Altre sue opere, invece, fissano volti o corpi su trame di tessuto che impreziosiscono il lavoro a tal punto da accostare i suoi soggetti alle icone bizantine.” –

In realtà Andrea Chisesi è partito dallo studio fotografico che, dal 1998 al 2008, è stato per l’artista l’attività principale, avendo pubblicato su prestigiose riviste come Vogue, Vanity Fair, Max, Rolling Stone e ritraendo nel proprio studio e sui set cinematografici personaggi come gli attori, gli scrittori e i musicisti di fama mondiale Harvey Keitel, Robbie Wiliams, Ken Follet, Steven Tyler e molti altri.

 

Ma nonostante questi successi in campo fotografico, il desiderio della materia si era fatto sempre più sentire e nel 2008 aprì il suo atelier di pittura, facendo esperienze rivisitate di Pop Art e Concettuale, non per rappresentare la realtà ma per evocarla ipnoticamente, non dimenticando la lezione di Schiele, Kokosca, la raffinata tensione estetizzante dei corpi di Klimt.

L’artista dipinge infatti la tela con vari tipi di materiali: gesso di Bologna, acrilici, giornali o poster, stratificazioni di pitture, foglia d’oro che hanno come obbiettivo quello di creare una texture per accogliere l’immagine fotografica. Successivamente con l’immagine impressa sulla pittura, decide dove e come intervenire per dare maggiore potenza od equilibrio all’opera.

Un’esperienza interessante anche per il visitatore non addetto ai lavori, per conoscere una diversa maniera di guardare la società di oggi e le trasformazioni del mondo dell’Arte, un’occasione anche per pensare ad una visita all’Atelier di Andrea Chisesi a Ortigia, via Capodieci 43, a Siracusa.

Palazzo Velli Expò, piazza S. Egidio,10 e fino al 3 gennaio 2017– Ingresso libero.

FOTO di Valter Sambucini


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