Categorie: Cronaca
Municipi:

Multe a Roma: 300mila quelle contestate dai romani nel 2008

5 ricorsi su 6 non hanno mai avuto risposta

Fonte: www.ilmessaggero.it

I numeri sul fronte multe fanno prevedere nuovi guai. Grossi guai. L’83 per cento dei ricorsi presentati al Prefetto dall’inizio dell’anno non ha ancora avuto una risposta definitiva. Nel corso del 2008 i romani che hanno contestato un verbale attraverso le sedi dei vigili urbani sono già 300 mila. Ma quelli che hanno ottenuto una risposta definitiva da via Ostiense sono appena 50 mila, soltanto un sesto del totale. Gli altri, sospesi nel limbo della burocrazia, sono in attesa ed è altamente probabile che la loro odissea si traduca in un danno da milioni di euro per le casse del Comune di Roma.

«Tutti coloro che hanno presentato un ricorso hanno diritto a una risposta entro un certo termine dice l’avvocato Filippo Carusi, esperto in contravvenzioni Se ciò non avviene, scatta il meccanismo del silenzio-assenso e la contestazione si dà per accolta». «Ma se questo fenomeno avvenisse su larga scala ricorda un funzionario dell’Ufficio Contravvenzioni del Comune i contraccolpi sul Campidoglio sarebbero enormi. Anzi, sarebbe un disastro. Non dobbiamo dimenticare che ogni multa, di fatto, è iscritta alla voce “Entrate” nel bilancio di previsione del Comune. L’amministrazione, basandosi sulla media dei verbali degli ultimi anni, si aspetta di incassare una certa somma. Non serve un genio della finanza per capire che se il meccanismo si inceppa, si apre un buco enorme nel bilancio».

Il meccanismo, però, pare proprio inceppato. I 300 mila ricorsi inoltrati al Prefetto attraverso i gruppi della Polizia Municipale continuano ad arenarsi in via Ostiense. Il motivo è che gli uffici non hanno abbastanza personale per esaminare la valanga di contestazioni che arrivano dai romani. Quindici mesi fa l’ex Prefetto di Roma, Achille Serra, e l’ex assessore al Bilancio, Marco Causi, pensarono di aver trovato la soluzione: un nuovo sistema informatico, denominato “Sana” (dal verbo sanare), che avrebbe messo fine all’accumulazione cronica delle pratiche. Il tempo purtroppo ha annacquato di molto l’ottimismo di quei giorni. E la nuova amministrazione comunale non ha ancora varato il piano annunciato dal sindaco Alemanno in campagna elettorale «per trovare una soluzione complessiva al problema delle multe».

La Prefettura ha soltanto sei impiegati, ormai esausti, per “lavorare” i ricorsi che arrivano dai cittadini attraverso la Municipale. Un tempo c’erano anche otto vigili urbani. Ma l’ex comandante del Corpo, Giovanni Catanzaro, d’accordo con il Comune e d’intesa con Pietro Barrera, city manager durante la gestione Veltroni, li destinò altrove. «Sono accadute veramente cose incomprensibili dice oggi Gabriele Di Bella, sindacalista e istruttore dei vigili Ormai però dovrebbe essere chiaro a tutti che senza una task-force fatta di persone specializzate si va verso il disastro. Spero che il sindaco Alemanno sia a conoscenza delle nubi che si addensano sul Comune. Se si vuole evitare un buco enorme per l’Erario, bisogna mettersi finalmente intorno a un tavolo e ridisegnare tutto il procedimento».

Le multe l’anno scorso sono state al terzo posto tra le voci di entrata del Comune. Una somma, tra arretrati e partite correnti, di poco inferiore a 130 milioni di euro. «Ma non ci sono rischi soltanto per le casse del Campidoglio aggiunge Vincenzo Astuto, uno degli avvocati più agguerriti nei ricorsi al Giudice di Pace Il prezzo rischiano, come al solito, di pagarlo i cittadini. I ricorsi al Prefetto che cadono nel vuoto, spesso, si trasformano in cartelle esattoriali. La burocrazia, purtroppo, è così. E il contribuente, nonostante abbia ragione da vendere, deve correre per uffici, rivolgersi a qualcuno, sopportare lo stress di un’altra battaglia legale».

Le nubi più nere però sono quelle che si addensano sul colle delle Oche e della Lupa. «I ricorsi non lavorati a fine anno dice un funzionario della Prefettura («Per carità non dica chi sono, se no mi trasferiscono…») saranno molti più di duecentocinquatamila. Poi cominceranno ad aggiungersi quelli del 2009. Poi ce ne sono altri, finiti chissà dove, che arrivano dal 2007. Credo che anche un bambino si renda conto che di questo passo si va verso una mezza catastrofe. La quale potrebbe aprire altre falle nel bilancio del Comune, cioè di tutti noi che abitiamo in questa città».

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