

Il recupero di quello che gli stessi abitanti definiscono un ecomostro è sempre più una vera e propria chimera
Il recupero di quello che ormai gli stessi abitanti di Tor Tre Teste definiscono un ecomostro si sta rivelando sempre più una vera e propria chimera.
Nella passata consiliatura municipale, dopo anni di silenzio intramezzate da tortuose ed interminabili procedure burocratiche, il Comune di Roma era riuscito a sbloccare la situazione del parcheggio multipiano di via Tovaglieri affidandolo ad una delle società dell’Ing. Abbondanza, lo stesso che a Roma ha realizzato migliaia di box tra cui quelli su cui pendono problemi anche di natura legale, realizzati sotto il plateatico del mercato di via delle Primavera a Centocelle.
Ma fu un’illusione per Tor Tre Teste, l’ennesima di uno scandalo al sole che si trascina in pratica dalla sua realizzazione, quasi una trentina d’anni fa. Con l’aggravante che l’attuale Giunta Municipale, che ama fare comunicati stampa per segnalare magari lavori di manutenzione stradale non specificando che trattasi di interventi eseguiti dall’Italgas in seguito all’ammodernamento della rete di distribuzione (per oltre 19 km solo nell’ex municipio VII) non trova purtroppo il tempo per informare sullo stato dell’arte i residenti, costretti a convivere con un problema che, oltre al degrado, inizia a creare problemi anche per quanto concerne la sicurezza.

Su richiesta di alcuni residenti di via Gaetano Ermoli che lamentano un sospetto viavai nella struttura di via F. Tovaglieri, siamo andati a vedere di persona. E abbiamo constatato che l’immobile è incustodito e ignoti hanno eliminato alcuni pannelli in rete negli ingressi, aprendo di fatto a chiunque la struttura che inizia ad immagazzinare al suo interno rifiuti di ogni genere (al momento ancora in quantità contenuta) ed evidenti segni di frequentazioni, forse anche di senza fissa dimora.
Non si comprendono intanto le ragioni reali del mancato avvio dei lavori di recupero della struttura da parte della Soc. che fa riferimento ad Abbondanza e ancora di più non si comprende del perché il Comune di Roma non abbia provveduto alla revoca del titolo di affidamento e avviato le procedure per un nuovo affidamento.
I residenti aspettano notizie dal Comune e dal Municipio Roma V e nel contempo chiedono che comunque siano da subito ripristinati i livelli minimi di sicurezza. Con la speranza (ultima a morire) che arrivino entrambe.
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Murare tutto fino alle decisioni definitive, che siano utilizzo o abbattimento. Basta.