Municipi e associazioni uniti per il Parco di Centocelle e il Pratone di Torre Spaccata

Le proposte dell'assemblea del 23 gennaio a Cinecittà

L’assemblea del 23 gennaio tenutasi nell’affollata Sala del Consiglio del X Municipio in piazza Cinecittà, oltre che affollata è stata una bella assemblea che lascia ben sperare nei successivi sviluppi sia per quanto riguarda un forte taglio delle cubature paventate nell’area del Pratone di Torrre Spaccata che per l’iter del Parco archeologico di Centocelle. Putroppo non c’era l’assessore all’Urbanistica Morassut (che aveva già annunciato da giorni la sua impossibilità ad essere presente) ed era assente l’Ambiente Esposito (per un impedimento dell’ultimo minuto, rappresentato dall’arch. Maria Grazia Forte, direttrice dei lavori in corso nella prima tranche del Parco, quella che dà su via Casilina). Assenti pure i presidenti del VII Tozzi e del VI Puro.

Il coordinatore della Comunità territoriale del X Depino ha ricordato brevemente i termini della questione e le richieste che fanno le associazioni e i cittadini per una rapida realizzazione di questa grande opera: terminare i lavori in corso sui primi 33 ettari, aprire una parte anche sul versante di via Papiria, trasferire il campo nomadi e gli autodemolitori.

L’arch. Maria Grazia Forte ha illustrato i lavori in corso: impianti arborei, illuminazione, percorsi pedonali e ciclabili, lamentando che, dopo lunghezze e difficoltà dovute a grandi problemi di sicurezza e di bonifica del terreno  e nonostante che i nomadi distruggano in parte di notte ciò che viene realizzato di giorno (distrutte 6 piante appena messe ed alcuni mezzi del cantiere; già spesi 60 mila euro solo per asporto da parte dell’Ama di detriti e rifiuti prodotti da nomadi ed imprese di costruzione) i lavori dovrebbero concludersi entro il prossimo marzo. Altri 15 ettari verranno poi rapidamente attrezzati con un accesso verso il Quadraro, nel territorio prospiciente il VI municipio.

La Dott.ssa Gioia della sovrintendenza archeologica e direttrice degli scavi in tutto il comprensorio ha illustrato con diapositive il lungo e appassionato lavoro che ha riportato alla luce tesori archeologici di grandissimo valore anche nell’adiacente area del Pratone di Torre Spaccata: ville romane, necropoli, 2 case di età arcaica, siti protostorici e neolitici che ci dicono come questa parte di Roma fosse popolata e frequentata già prima della fondazione di Roma. Ma l’ex aeroporto è anche il luogo dove nell’aprile del 1909 Wilbur Wright sollevò dal suolo il primo velivolo in Italia. Vedere nella diapositiva quella farfalla librarsi nell’aria ha sollevato nell’aula un’intensa emozione.

L’impegno comune con l’ass. Amici del parco nel corso degli anni è ricordato da Remo Pancelli dell’associazione Antropos, nonché le numerose iniziative realizzate e da ultimo la richiesta della realizzione di un ponte su via Casilina per consentire un agevole accesso al Parco ai cittadini di Centocelle.

La necessità primaria dello sgombero del campo nomadi e degli autodemolitori è stata sottolineata con forza dal direttore di Abitare A, Vincenzo Luciani, insieme alla necessità di una più solida collaborazione e di un lavoro di rete fra associazioni e Municipi circostanti che imponga la costruzione di un vero e proprio parco urbano. Anche se i tempi, stante la carenza di fondi non si prospettano brevi.

Dall’ex aeroporto oggi si levano fumi malsani di copertoni bruciati, domani – è la richiesta e l’auspicio di Patrizia Ierardi del comitato di quartiere di Torre Spaccata – deve venire un grande disegno unitario, anche con il Pratone, di Parco urbano che ridia qualità alla periferia ora soffocata da smog e cemento.

Il consigliere comunale Pino Battaglia delegato dal Sindaco Veltroni a seguire l’opera (pur rimanendo primaria la responsabilità degli assessori competenti Morassut, Esposito e per ciò che concerne il campo nomadi, Milano) ha dato alcune risposte. Il rischio da evitare, ha detto Battaglia, è di attrezzare un’area senza funzioni, questo la esporrebbe a un rapido degrado. Vi saranno quindi attività sportive e ludiche. Finora l’amministrazione ha speso 11 miliardi di vecchie lire per le cancellate, il verde e gli scavi archeologici.
Un obiettivo (oltre quello di realizzare entro marzo la prima fetta di parco) è mettere in funzione il primo dei 4 centri servizi previsti e far rendere usufruibile il parco stesso e visitabile la villa ad Duas Lauros. Tutto è però condizionato dalla primaria questione dello sgombero del campo nomadi e dal reperimento di siti alternativi. Il Forte Casilino, ha aggiunto, è una grande struttura interna all’area e deve diventare il naturale spazio museale dei grandi tesori archeologichi che questa parte di ex agro romano contiene e che ancor più conteneva prima che fossero seppelliti sotto i quartieri dalla speculazione edilizia.

Il Presidente dell’VIII Municipio Celli, in un applaudito intervento, ha sottolineato la necessità della collaborazione fra i Municipi VI, VII, VIII e X, il Comune e la Regione per trovare le risorse atte a completare l’opera. Il Parco non deve essere percepito solo come una spesa, ma, soprattutto, come una grande risorsa ambientale, culturale e paesaggistica insieme al Pratone di Torre Spaccata.
Un’area non di separazione ma di dialogo fra tre grandi quartieri.
Le cubature previste su Torre Spaccata dal nuovo Piano regolatore  debbono rimanere sostanzialmente quelle (450 mila mc). Con la società Quadrante – proprietaria anche di 30 ettari di parco in attesa di essere liberati – sono "trattabili ma non ricattabili".

La consigliera municipale dell’VIII Annamaria Addante ha sintetizzato in tre questioni i problemi: soldi, nomadi, autodemolitori. Vanno risolti rapidamente.

Concludendo l’assessore al territorio del X Municipio Giulio Bugarini, assente per influenza il Presidente Medici, ha sottolineato che l’area parco dovrebbe essere considerata di interesse regionale e che i due assessorati e i quattro Municipi direttamente interessati dovrebbero essere una forza sufficiente a trovare le risorse per questa opera strategica.
Nell’ottica della realizzazione graduale, dice Bugarini, bisogna aprire una fetta di Parco anche sul versante di via Papiria quartiere Don Bosco che è l’alveare umano più bisognevole di avere uno spazio verde fruibile. E a Torre Spaccata vanno mantenute le cubature del 2003 (400-450 mila mc). Quel comprensorio non può essere considerato area di riserva per compensazioni edificatorie.

Ai cittadini che hanno seguito con grande interesse l’illustrazione della dott.ssa Gioia alla fine sono sembrate troppe anche quelle cubature e più naturale considerare tutto come un grande parco archeologico. Qualcuno incoraggiava l’archeologa a scavare ancora, a trovare altri tesori per fermare il cemento.

Insomma sembra proprio che per il prossimo marzo, 97 anni dopo il volo di Wright, dalla pista di Centocelle possa decollare e prendere quota la prima fetta del Parco archeologico.

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