Categorie: Sociale e Handicap
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Nel Lazio 945 mila pensionati sotto i 750 euro al mese

Gli over 65 sono 1.014.196. Ben 98.668 gli over 85 anni. A Roma abitano 729.121 ultrasessantacinquenni e 69.081 sopra gli 85

Nel Lazio, fonte Istat sulla popolazione residente al 31 dicembre 2006, gli anziani over 65 sono 1.014.196. Ben 98.668, invece, quelli che hanno superato la soglia degli 85 anni. In cima alla classifica si colloca Roma, dove abitano 729.121 ultrasessantacinquenni e 69.081 over 85, seguita da Frosinone (96.593 e 10.614), Latina (88.392 e 8.144), Rieti (64.500 e 4.188) e Viterbo (35.590 e 6.641).

Su 1.324.000 pensioni erogate nel 2008, secondo i dati forniti dalla Regione Lazio, 945.081 sono sotto i 750 euro mensili e 101.184 oscillano tra i 750 e i 1.000 euro. Sul totale delle pensioni, 777.134 riguardano donne che hanno ricevuto in media 559,06 euro (in molti casi si tratta di pensioni di reversibilità). I single over 60 sono 315 mila, di cui 243 mila donne, e circa 220 mila anziani non sono autosufficienti. Sono alcuni dei dati illustrati dal segretario generale dello Spi-Cgil Roma e Lazio, Teti Croci, per denunciare la grave crisi economica e sociale che investe la popolazione anziana del Lazio.

Le pensioni al minimo erogate a Roma agli anziani sono circa 171.329, pari al 44,9% del totale delle pensioni percepite. "Il rapporto tra le pensioni minime erogate e gli anziani residenti- si legge nel dossier curato dal sindacato di categoria- evidenzia un indice di povertà anziana comunale pari al 33,9%. Sopra al valore medio si posizionano i Municipi I (52,5%), e VII (47,9%). Segno negativo anche per i servizi offerti alle persone non autosufficienti: solo il 15,6% delle famiglie con almeno una persona disabile ha goduto dell’assistenza sanitaria. La percentuale delle famiglie che non ne hanno potuto usufruire, invece, è del 41,2%, contro una media nazionale del 32,8%.

Per quanto riguarda i temi oggetto della vertenza locale, Croci ne sottolinea alcuni: "In sede di discussione dei bilanci- spiega- abbiamo chiesto alla Regione di aumentare i fondi per l’autosufficienza. Inoltre, abbiamo aperto una vertenza sui ticket, di cui abbiamo contestato l’applicazione che colpisce fortemente gli anziani". Altro capitolo scottante riguarda le Rsa (Residenze sanitarie assistenziali): "Da quando è decaduto l’accordo dell’anno scorso con la Regione, che prevedeva una compartecipazione nelle spese- continua Croci- i pensionati ospiti di queste strutture sono costretti a pagare in media rette mensili di 1.300 euro".

Il segretario generale Spi-Cgil, infine, ricorda la vertenza aperta con Cisl e Uil nei confronti del Comune di Roma per la restituzione dei 35 mila euro che due anni fa il Campidoglio accantonò, in seguito all’aumento dell’Irpef che ora, invece, è stata abolita sulla prima casa. "Al Comune- afferma Croci- chiediamo che quei 35 mila euro siano redistribuiti per esonerare le fasce deboli, per esempio, dal pagamento della Tari (la tassa sulla nettezza urbana), per concedere agevolazioni con Italgas e Acea e per rafforzare il fondo di aiuto per il sostegno all’affitto".

Per dare visibilità a questi temi, il 5 marzo lo Spi-Cgil Roma e Lazio parteciperà alla manifestazione nazionale indetta dal sindacato di categoria e, in attesa di questo appuntamento, dal 21 al 28 febbraio promuoverà una serie di iniziative per informare e sensibilizzare la popolazione: 52 assemblee, 192 volantinaggi e due sit-in.

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