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Io prima di te, nelle sale italiane dal 1° settembre 2016

Tratto dal romanzo della scrittrice inglese Jojo Moyes. Con Emilia Clarke e Daenerys Targaryen

Io prima di te (Me Before You) diretto da Thea Sharrock, tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice inglese Jojo Moyes, Io prima di te, nelle sale italiane dall’1 settembre, racconta l’incontro tra l’eccentrica ed esuberante Louisa interpretata da Emilia Clarke, già apprezzata nel ruolo della principessa Daenerys Targaryen nel Il trono di Spade e Will, un ragazzo rimasto paralizzato in seguito a un incidente, interpretato da Sam Claflin.

Un giorno, improvvisamente, la giovane perde il lavoro e si trova, senza nessun’altra esperienza, a doversi cercare un posto per portare soldi a casa. Si è sempre arrangiata tra un lavoro e l’altro rinunciando, per sempre, a seguire le sue aspirazioni e i suoi desideri, tra questi, quello di studiare moda all’Università, una delle sue più grandi passioni.

Alla fine viene assunta da una ricca e agiata famiglia per prendersi cura di Will, un giovane tetraplegico a causa di un incidente.

MeBeforeYouLouisa non sa che questo incontro le cambierà la vita. Dapprima il loro rapporto sarà difficile, i due giovani provengono da mondi opposti: lei appartiene ad una realtà semplice, fatta di rinunce e sacrifici che, nonostante tutto, non le hanno fatto perdere il suo contagioso entusiasmo; lui è un uomo di successo di alto profilo sociale e assume in sé tutte le caratteristiche del principe azzurro su sedia a rotelle. All’inizio appare arrogante, presuntuoso e lei fatica a sopportarlo ma tiene duro per poter aiutare economicamente la sua famiglia in difficoltà.

Con il tempo Louisa e Will imparano a conoscersi e instaurano un legame forte e speciale, fino a quando la ragazza scopre il vero motivo per cui è stata assunta: cercare di far cambiare idea a Will che, stanco di stare su una sedia a rotelle senza poter godere appieno la vita, vuole trovare la morte.

Io prima di te racconta di amore, ma anche e soprattutto di coraggio a vivere la vita nella sua pienezza e nelle sue infinite possibilità, di rispetto per le idee e i sentimenti altrui, di dolore senza rasentare mai il patetico o il melodrammatico, di sofferenza priva del senso vuoto e lacrimevole del vittimismo. Insomma, paradossalmente, si rivela un inno alla vita nella sua essenza più autentica e assoluta.  Inoltre nel libro, così come nel film, si riesce a trattare l’argomento dell’eutanasia con delicatezza, dando il punto di vista di tutti i protagonisti, per darci la possibilità di riflettere, comprendere e infine di rispettare chi decide di morire con un atto di profonda e sincera consapevolezza.

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