

Alla sala Trevi il 29 gennaio incontro sul regista-poeta romano e proiezione del suo ultimo lavoro su Zanzotto
Il gradito ritorno di un creatore della penna e dello schermo, ospite in una sala capitolina d’eccezione. Nelo Risi, uno dei massimi poeti italiani del secondo Novecento, fratello del regista Dino, sarà infatti il protagonista dell’incontro di domani 29 gennaio alle 19 al Cinema Trevi di Via del Puttarello, la preziosa cineteca “Alberto Sordi” del Centro Sperimentale di Cinematografia. L’incontro è inserito nell’ambito della rassegna “La ragione e il disgusto” ed è anche l’occasione per presentare l’ultimo lavoro di Risi, Possibili rapporti. Due poeti, due voci (2008), che segna il ritorno di Risi alle regia dopo quasi vent’anni di silenzio.
Presentato all’ultima edizione del Film Festival Locarno, il documentario di Risi registra l’incontro del poeta-cineasta romano con il maggior poeta italiano contemporaneo: Andrea Zanzotto. Al centro del film è il personalissimo e intimo dialogo di due grandi vecchi della cultura europea. Il paesaggio è Pieve di Soligo, in Veneto, il luogo dove Zanzotto è nato e ha trascorso tutta la vita. È l’incontro di due personalità molto diverse: Zanzotto, il poeta ermetico e ritirato; Risi, il viaggiatore, che ha sempre sposato una scrittura concreta, legata alle cose del mondo. I due si conoscono da sempre, ma si sono frequentati poco; hanno scelto di incontrarsi oggi, scoprendosi più vicini di quanto loro stessi avessero immaginato. Risi e Zanzotto hanno attraversato con le loro vite quasi un secolo, sono stati testimoni e attori di un mondo che si è completamente trasformato, hanno vissuto crisi e svolte ideologiche. Guardandosi in faccia, passeggiando insieme, esprimono le reciproche visioni del mondo dialogando sulla poesia, sull’arte, sul cinema, sulla memoria del passato, sulla morte, ma soprattutto sul futuro e sulla vita.
A seguire un altro documentario, Sud Come Nord (1957), sullo stabilimento della Olivetti a Pozzuoli, ed il film simbolo di Risi, Andremo in città (1966), tratto dal romanzo di Edith Bruck, sui disastri della guerra e la persecuzione razziale nell’Est europeo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Ingresso gratuito fino al esaurimento posti.
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