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Nuovo Cinema L’Aquila: il Comune notifica lo sgombero al consorzio Sol.Co

L'Assessore Marinelli: "Il Cinema non chiude, stiamo procedendo a un nuovo bando"

Il Comune di Roma, in data 27 aprile 2015,  ha notificato al consorzio Sol.Co la revoca della concessione del Nuovo Cinema Aquila, multisala nel quartiere Pigneto, chiedendo entro il 9 giugno 2015,  lo sgombero della struttura, delle attrezzature e del personale.

“Con tre anni di anticipo rispetto alla scadenza del regolare contratto di concessione – dichiara in un comunicato  il direttore del Cinema Fabio Meloni – si chiede quindi un licenziamento in tronco del personale, con il preavviso di un solo mese, dimostrando una mancanza totale di sensibilità.”

nuovocinemaquilaSulla vicenda l’assessore alla Cultura, Giovanna Marinelli, ha dichiarato: “Il Nuovo Cinema Aquila non chiude. È un bene confiscato alla mafia e di proprietà della città e l’Amministrazione ha come priorità assoluta quella di garantirne la continuità. Ringrazio il grande lavoro fatto dal Dipartimento Cultura e dagli organi competenti che ci mette oggi in condizione di porre rimedio a una situazione non più sostenibile. Stiamo già lavorando affinché la programmazione possa continuare. In accordo con il Municipio e gli uffici amministrativi coinvolti, stiamo procedendo con la massima urgenza alla pubblicazione di un nuovo bando, che ripercorrerà nelle sue linee quello precedente, a salvaguardia delle finalità socio culturali di un bene con queste caratteristiche. Siamo certi di giungere quanto prima a una situazione di rilancio del cinema, la cui importanza come presidio culturale sul territorio è fondamentale per la città, per gli abitanti del quartiere così come per i tanti operatori del mondo indipendente del cinema”.

” Spiace però – dichiara il direttore Meloni – che l’Assessore non faccia alcun riferimento alla tutela dei lavoratori e alla continuità della loro occupazione. Le presunte irregolarità gestionali  sollevate dal Dipartimento Cultura (che diventeranno reali solo se confermate dal Giudice Amministrativo) lasciano molte perplessità, pur non essendo diretta responsabilità dei lavoratori del cinema. Perché tali irregolarità vengono rilevate dal Dipartimento Cultura solo ora, avviando un procedimento irrevocabile e celere senza passare attraverso chiarimenti, diffide o valutazioni legali approfondite?”, si chiede Meloni.

I lavoratori del cinema, intanto, hanno indetto una raccolta di firme rivolta al Sindaco Ignazio Marino a favore della solidarietà e della trasparenza che in soli due giorni ha raccolto oltre duemila adesioni.

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