

Il corpo senza vita scoperto nel primo pomeriggio di oggi in via Attilio Hortis. Una ferita netta e profonda all'altezza del collo
L’ennesima esecuzione al coltello nel perimetro degradato ed incustodito che costeggia i binari della ferrovia e le aree verdi della periferia orientale.
Nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 5 ottobre 2026, il cadavere di un giovane ragazzo, presumibilmente tra i 20 e i 25 anni, è stato rinvenuto in via Attilio Hortis, nel quartiere di Villa Gordiani, a pochi passi dal parco pubblico confinante con lo scalo ferroviario della stazione Roma Prenestina.
A fugare qualsiasi dubbio sulla natura dolosa e violenta della morte è stato il primo esame esterno della salma eseguito dal medico legale giunto sul posto: la vittima presentava un fendente profondo all’altezza del collo, un taglio netto sferrato con estrema violenza che non gli ha lasciato alcuna possibilità di scampo nè di chiedere aiuto.
L’allarme è scattato immediatamente dopo la segnalazione inviata al centralino del Numero Unico di Emergenza.
Nel volgere di pochi minuti l’area di via Hortis è stata blindata dagli agenti della Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Roma, guidati dai tecnici della Polizia Scientifica per i Rilievi Dattiloscopici e Biologici.

I poliziotti hanno provveduto a delimitare ed isolare la scena del crimine con i nastri segnaletici, avviando il repertamento di tracce ematiche, impronte ed eventuali armi da taglio abbandonate nella vegetazione del parco o lungo la massicciata della ferrovia.
Gli investigatori di San Vitale mantengono il massimo riserbo e non escludono al momento alcuna ipotesi investigativa.
Tuttavia, la modalità dell’aggressione ed il luogo del ritrovamento indirizzano prioritariamente le attenzioni dei detective verso il mondo della microcriminalità e del narcotraffico di Roma Est.
Il quadrante tra via Prenestina, Villa Gordiani e Largo Agosta rappresenta da tempo una piazza di spaccio frammentata e contesa tra gruppi rivali per il controllo dello spaccio di cocaina e crack.
In queste ore gli sforzi principali degli inquirenti sono concentrati sull’identificazione formale del giovane, sprovvisto di documenti al momento del ritrovamento, e sul setaccio sistematico dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati posizionati lungo via Attilio Hortis, nei pressi della stazione ferroviaria e sulle arterie di fuga adiacenti.
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