

Vittorio De Seta presenta il 12 febbraio la sua opera all’Ecomuseo per “MemoriaCinema”
Nelle foto: Bruno Cirino e De Seta durante le riprese; Vittorio De Seta oggi
A 30 anni di distanza dalla sua realizzazione torna sullo schermo “Diario di un maestro” realizzato da Vittorio de Seta nel 1973.
Il film verrà riproposto al pubblico domenica 12 febbraio alle 10 all’Ecomuseo del Litorale Romano (Area Impianto Idrovoro di Ostia Antica, via del Fosso di Dragoncello 172, tel 065651764, 065650609 http://www.crt-ecomuseo.it/ ), presente l’autore. L’ingresso è libero.
L’evento costituisce la conclusione della rassegna Memoriacinema, Storie di Genti e di Territori organizzata dalla Cooperativa Ricerca sul Territorio con il Centro Audiovisivo della Regione Lazio.
Il film che sarà proiettato, è la versione ridotta dell’opera originale ispirata all’esperienza educativa di Albino Bernardini in una borgata romana e descritta nel suo libro “Un anno a Pietralata”.
Vittorio De Seta la girò dopo un lungo studio sulle particolari modalità della sua realizzazione. Il film infatti fu girato in una vera scuola e interpretato da ragazzi residenti a Tiburtino III e alla Torraccia. Nei panni del maestro il bravissimo attore Bruno Cirino, putroppo scomparso in giovane età.
Cirino non si limitò a interpretare un ruolo, ma divenne nel corso di diversi mesi un vero docente, cosicché si poté costruire in diretta l’esperienza educativa descritta nel libro al quale il film si ispirava.
Il film, realizzato per la Rai, andò in onda nel corso di quattro domeniche in prima serata riportando dati d’ascolto favolosi per l’epoca, considerando la natura quasi documentaria dell’opera.
Il suo successo travolgente favorì anche una edizione cinematografica più breve della precedente, quella appunto che verrà riproposta il 12 febbraio.
Diario di un maestro, regia e sceneggiatura: Vittorio De Seta
soggetto: dal libro “Un anno a Pietralata” di Albino Bernardini
collaboratore alla sceneggiatura per gli aspetti pedagogici: Francesco Tonucci
fotografia: Luciano Tovoli; musiche: Fiorenzo Carpi; montaggio: Cleofe Conversi; suono: (in presa diretta) Antonio Grigioni
interpreti: Bruno Girino (il maestro D’Angelo), Marisa Fabbri, Mico Cundari, Tullio Altamura e i ragazzi Massimo Bonini, Luciano Del Croce, Romano Di Mascio, Giorgio Mennuni, Franco Munzi, Sergio Piazza, Fabrizio Ranuzzi, Renzo Sacco, Stefano Scafati, Marco Speranza, Remo Tamasco, Franco Tomasso, Amedeo Traversetti, Giancarlo Valente, Sergio Valente, Marco Veneto
produzione: RAI Radiotelevisione Italiana, Bavaria Film, Miro
Film durata versione cinematografica: 135’ – Italia, 1973
Bruno D’Angelo, un giovane maestro d’origine napoletana, fresco di nomina, assume l’incarico in una scuola del Tiburtino, un quartiere periferico di Roma.
Gli viene affidata la classe più scomoda e difficile, una quinta formata da ragazzi svogliati e tutt’altro che docili, molti dei quali ripetenti. Il maestro non si lascia scoraggiare dalle apparenze e inizia un dialogo con i ragazzi, si informa delle loro abitudini, delle loro case, delle loro famiglie. Scopre così che molti ragazzi non frequentano la scuola in quanto preferiscono dedicarsi ad altre attività, alcune delle quali pericolose. Il maestro intende recuperare alla scuola tutti gli assenti: va in ogni casa a parlare con i genitori e alla fine riesce nell’intento. Naturalmente, un comportamento del genere urta la suscettibilità degli altri insegnanti e soprattutto quella del direttore. Le iniziative del maestro D’Angelo vengono definite troppo personali e in disaccordo con i metodi tradizionali.
Tutto ciò contribuisce però a rendere sempre più saldo il legame fra D’Angelo e i ragazzi. Anche i più turbolenti hanno capito che il maestro difende gli scolari e che il suo insegnamento è valido a tutti gli effetti. Secondo il direttore, però, la classe in quelle condizioni non potrà superare gli esami. Il maestro allora se ne va, annunciando che non si sente di restare un solo momento di più in quella scuola. D’Angelo passa qualche giorno in famiglia, in un ambiente sereno che gli consente di riflettere con calma su quanto è accaduto. Finché si rende conto delle responsabilità che si è assunto e comprende quanto sia importante l’opera iniziata e quanto affetto egli nutra per i suoi ragazzi. Non può, in effetti, abbandonare l’una né rinunciare agli altri e decide perciò di riprendere il suo posto a scuola.
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Ho avuto l’occasione di vedere “Diario di un mestro” questa notte su Rai3 e mirare l’opera sociale, indiscutibile in cui l’impegno dovrebbe essere rinnovato sempre per le generazioni attuali e future anche se in un mondo sempre diverso, sempre più diversificato, individualizzato e globalizzato digitalmente. Un ringraziamento per la vostra Opera che rimarra sempre nella storia come testimonianza che nulla mai sarà perduto.
Per me è’ di gran lunga il film più bello mai realizzato sulla scuola italiana, un documento fondamentale di valore inestimabile.
Dovrebbe esser visionato da ogni studente, professore e maestro almeno una volta nella propria vita.
De Seta e Cirino sono straordinari, ma perfino i ruoli minori e gli attori non professionisti interpretano egregiamente le loro parti.