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Padre Sebastian: vorrei altri posti letto per Casa Serena

Il fondatore dei Missionari della Carità progetta di ampliare il centro di accoglienza per senza fissa dimora al Prenestino

Riuscire ad allargare la struttura che ospita Casa Serena, il centro di accoglienza per persone senza fissa dimora situato al Prenestino (Via di Sant’Agapito 8 – tel. 06-21.70.77.02) , che viene gestito dal 1979 dai Missionari della Carità, per poter continuare a “servire i poveri con dignità”. Padre Sebastian Vazhakala, indiano di nascita ma residente in Italia da trent’anni, fondatore assieme a Madre Teresa di Calcutta di questo centro di accoglienza, sta coltivando questa speranza: riuscire ad ottenere dal Comune di Roma i permessi necessari per ampliare Casa Serena.

Questo centro di accoglienza, nascosto tra la vegetazione, non è visibile dal livello stradale, ma la sua fama è diffusa in città: “riceviamo tra le 5 e le 10 telefonate ogni giorno, nelle quali mi viene chiesto se possiamo ospitare nuove persone” racconta padre Sebastian “al momento abbiamo 75 posti letto nei nostri prefabbricati, sempre pieni, e vorremmo ampliare la capienza almeno fino a 100 posti”. L’idea del fondatore dei Missionari della Carità è quella di poter allestire anche un locale polifunzionale di circa 400 mq, da aggiungere ai due prefabbricati che attualmente ospitano il dormitorio, la mensa, la cucina e la chiesa intitolata alla Sacra Famiglia, nel quale poter svolgere varie attività, “adesso manca uno spazio dove i nostri ospiti possono socializzare”.
Il prossimo anno ricorre il Giubileo del movimento dei Padri Missionari della Carità, che radunerà a Roma persone provenienti da oltre 50 nazioni differenti, anche per questo motivo ai missionari servirebbero nuovi spazi a disposizione della struttura.

I nodi da sciogliere nell’attuazione di questo progetto rimango due: reperire i fondi e le autorizzazioni necessarie.

Gli ospiti di Casa Serena sono tutti uomini di età superiore ai 50 anni, le regole sono precise: fino a che ci sono posti letto a disposizione vengono accolti tutti i senza fissa dimora che non dispongono di alcuna forma di reddito, “persone povere a tutti gli effetti”.

La composizione nazionale dei residenti della casa è mista, mediamente sono per il 40% italiani ed il 60% stranieri: “ma noi non facciamo alcuna distinzione”, precisa padre Sebastian, “non è importante dove si nasce, ma cosa facciamo nel presente: il nostro criterio è quello di accogliere chi ha bisogno”.
A Casa Serena gli ospiti trovano vestiario, un pasto caldo a pranzo e a cena, un letto nel quale dormire e dei servizi igienici dei quali poter usufruire dopo aver trascorso le loro giornate girovagando nelle strade di Roma.
“Noi non abbiamo entrate di nessun genere” aggiunge padre Sebastian “tutto si basa sul volontariato, per ciascuno dei giorni della settimana abbiamo un gruppo di volontari diversi, e su quello che ci donano i fedeli: cibo, vestiti”.

Le spese per la gestione del centro di accoglienza sono all’ordine del giorno: il tetto della chiesa da ristrutturare, il gas, la luce e l’affitto del terreno. Ma padre Sebastian non vuole sentire parlare di schieramenti politici ai quali rivolgersi per ottenere facilitazioni: “ora qui si fanno le elezioni per il rinnovo del Sindaco, a me non importa la parte politica di chi vincerà, prego che venga scelta una persona che faccia qualcosa per il popolo: il numero dei poveri sta aumentando. Se poi arriveranno degli aiuti anche per la nostra struttura li accoglieremo volentieri”.

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5 commenti su “Padre Sebastian: vorrei altri posti letto per Casa Serena

  1. Oggi casualmente ho avuto l’Onore di conoscere Padre Sebastian. Mi ha stupito la sua umiltà, serenità e la sua passione per gli ultimi. Sta cercando di ottenere le autorizzazioni per l’ampliamento della Casa Serena, con tutte le difficoltà, anche banali ( quali le ferie del Tecnico che segue la pratica ), della burocrazia Italiana. Sono sicuro che il Signore e Madre Teresa lo assisteranno. Ogni giorno che perdiamo, è un giorno triste per centinaia di Ultimi. Facciamo in modo che nel futuro chi ha il solo scopo di aiutare gli Ultimi, non debba trovare porte chiuse ma solo portoni spalancati…………….

  2. grazie per tutto quello che fa PadreSebastian un giorno verro a trovarla forza coraggio possa il signore essere vicino a lei siete nelle mie preghiere un saluto Roberto

  3. Grazie per quello che fai padre Sebastian non la conosco personalmente ma un suo amico francescano Vincenzo mi ha parlato di lei Grazie e che Dio la benedica per tutto cio’ che fa di bello e di buono su questa terra cordiali saluti da Francesca e Nicola.

  4. Sono stata, qualche volta, una Vs. volontaria ma, ho anche ricevuto il Vs.
    aiuto nei momenti difficili. Ho conosciuto P. Sebastian e alcuni dei Suoi
    confratelli. Li apprezzo molto, non solo per l’accoglienza che danno ma
    perché insegnano agli ospiti ed ai volontari la preghiera giornaliera, e li
    aiutano a sopportare meglio il loro vivere da poveri.
    Grazie per i Vs. insegnamenti.

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