

Taglio del nastro per il playground sulla pista dei fratelli Wright e la fontana a raso. Ma tra i cittadini restano i nodi sicurezza stradale, manutenzione e il futuro degli autodemolitori
Un progetto che affonda le sue radici nell’allora amministrazione di Valter Veltroni e che ha attraversato due decenni di rinvii e ferite profonde per i quartieri del quadrante est.
Sullo sfondo della festa per il taglio del nastro, infatti, resta la memoria storica di un territorio che ha pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e di salute pubblica.
Un progetto che affonda le sue radici nell’allora amministrazione di Valter Veltroni e che ha attraversato due decenni di rinvii e ferite profonde per i quartieri del quadrante est.
Sullo sfondo della festa per il taglio del nastro, infatti, resta la memoria storica di un territorio che ha pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e di salute pubblica.
La rinascita di oggi è un riscatto che passa attraverso la bonifica di un’area devastata. Per anni il parco è stato ostaggio dei mega-insediamenti abusivi di Casilino 700 e Casilino 900.
Un’epoca segnata da interramenti sistematici di rifiuti di ogni genere e roghi covanti nel canalone che, per mesi, hanno ammorbato le abitazioni del Villaggio Azzurro, inquinando i pozzi acquiferi e liberando nell’aria livelli pericolosi di diossina.
Furono gli stessi operatori del settore a rivelare, durante una delle tante demolizioni, come sotto la terra fossero stati nascosti quintali di scarti coperti da teli azzurri.
Poi, la lunghissima e irrisolta odissea degli autodemolitori di viale Palmiro Togliatti. Una ventina di attività totalmente abusive e altre in perenne attesa di una delocalizzazione mai arrivata, nonostante i tentativi falliti della Giunta Raggi prima e di quella Gualtieri poi.
Piani di trasferimento definitivamente naufragati nel luglio del 2022 con il drammatico e imponente incendio che mandò in fumo attrezzature, automezzi e strutture, provocando danni economici incalcolabili per gli operatori e un disastro ecologico per la città.
All’appuntamento per l’inaugurazione della piazza non è voluta mancare la politica romana. In prima fila il Sindaco Roberto Gualtieri, gli assessori Sabrina Alfonsi e Giuseppe Battaglia, insieme al presidente della commissione Ambiente Giammarco Palmieri e ai consiglieri capitolini Luparelli e Zannola. Massiccia anche la presenza del Municipio V guidato dal presidente Mauro Caliste, accompagnato da gran parte della sua Giunta e dai consiglieri Meuti, Toti, Orlandi, Di Cosmo e Mattana.
Nonostante il clima di festa, l’entusiasmo della cittadinanza resta cauto e vigilante. Le prime criticità sono già evidenti sul fronte della viabilità: i nuovi accessi stradali al parco necessitano, senza “se” e senza “ma”, di una verifica immediata e di una certificazione di idoneità rispetto alle norme del Codice della Strada per scongiurare rischi per pedoni e automobilisti.
A preoccupare maggiormente chi il parco lo vive ogni giorno sono però il futuro a medio e lungo termine. Mancano certezze sulla manutenzione ordinaria – fondamentale per garantire la sopravvivenza delle nuove alberature e dei giardini appena piantati – e, soprattutto, sulla sicurezza.
Senza un piano di sorveglianza continuativo contro gli atti vandalici e l’abbandono notturno, il rischio che i 126 ettari di Centocelle tornino a essere una terra di nessuno è dietro l’angolo. La Grande Piazza è stata aperta, ma la vera sfida per il Campidoglio comincia adesso.
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