Categorie: Sociale e Handicap
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Parole d’oro. Da leggere, rileggere, e ricordare in un giorno speciale

Il 21 marzo è la “Giornata della Sindrome di Down” ed anche il primo giorno di primavera

Il 21 marzo è una giornata speciale, si celebra la diversità, l’inclusione e la bellezza di ogni individuo, indipendentemente dalle differenze.

La sindrome di down non definisce una persona, ma è solo una parte di ciò che la rende unica e straordinaria.

Il grande scrittore Arthur Miller nel 1966 aveva scelto di nascondere la nascita di suo figlio con la sindrome di down, affidandolo ai medici di un istituto

“Non dubitavo delle conclusioni del dottore, ma provai un’ondata d’amore per lui. Non osai toccarlo, per paura che avrei finito per portarlo a casa. E piansi”

Amanda Booth (ex coniglietta a cavallo di un Boeing sulla copertina di Playboy di maggio 2014) raccontò che un pediatra, mai visto prima, entrò nella sua camera dopo il parto e chiese a lei e al suo compagno se avessero fatto dei test genetici. Alla loro risposta negativa sbottò brutale: credo che tuo figlio sia Down. “Ce lo disse così, senza porsi il problema di spiegarci la cosa con un po’ di tatto, senza nemmeno chiedermi come stavo, sembrava dicesse: ve la siete cercata”.

Passa qualche anno e la modella si sfoga con chi proprio non capisce come convivere con bambini con la sindrome di down.

“Non possiamo assistere e basta. La scuola, per prima, deve spiegare ai bambini e ai loro genitori come rispettare gli altri…”

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