Paura a Guidonia, due uomini rapinano una gioielleria e immobilizzano la commessa nel retrobottega

Due banditi con maschere iperrealistiche si introducono nella gioielleria "D'Amante", terrorizzano la dipendente e la bloccano con fascette da elettricista. Poi spariscono in sella a una moto

Un’azione da manuale del crimine, condotta con agghiacciante nitidezza operativa e con il ricorso a sofisticati accorgimenti scenografici pensati per accecare gli “occhi digitali” della galleria commerciale.

È caccia aperta ai due malviventi che, al primo battito d’ali della giornata lavorativa, hanno svaligiato a mano armata il punto vendita della gioielleria “D’Amante” all’interno del Centro Commerciale Tiburtino di Guidonia Montecelio, alle porte della Capitale.

I due si sono inseriti con disinvoltura nel flusso indistinto dei primissimi visitatori e degli addetti ai lavori, puntando dritti alla vetrina dell’esercizio, posizionato a pochi metri dall’ingresso principale.

La trappola dei volti in silicone e la prigionia nel retrobottega

Per eludere ogni tracciamento facciale da parte delle telecamere dell’impianto di sorveglianza, i rapinatori hanno indossato protesi facciali in silicone, un espediente capace di stravolgere del tutto la fisionomia e rendere del tutto inefficaci i sistemi di riconoscimento biometrico.

L’arma spianata: Una volta dentro il locale, la coppia ha puntato l’unica addetta alla vendita presente nel turno matutino.

Uno dei criminali ha sollevato leggermente il lembo della giacca facendo intravedere il calcio di una semiautomatica infilata nel pantalone, stroncando sul nascere qualsiasi velleità di resistenza.

Sequestrata e rapinata: Sotto la minaccia costante del fuoco, la commessa è stata spinta a forza nei locali del magazzino posteriore.

Lì i banditi l’hanno costretta a terra e immobilizzata stringendole i polsi con delle fascette da elettricista, per poi svuotare con calma gli scaffali dei preziosi più ricchi.

La fuga in motocicletta e le indagini della Polizia di Tivoli

Conclusa la razzia, la coppia si è avviata verso le uscite della galleria commerciale senza accelerare il passo, così da non insospettire il personale della vigilanza privata.

Una volta piazzale esterno, sono saliti in sella a un’imponente motocicletta lasciata a motore acceso e sono sfrecciati via a tutta velocità nel traffico prima che venisse lanciata la chiamata d’emergenza.

Sul posto sono giunti tempestivamente gli operatori sanitari del 118 per prestare soccorso alla dipendente, sotto shock ma illesa.

La mappa del colpo è ora nelle mani degli agenti del Commissariato di Polizia di Tivoli, che hanno proceduto al sequestro di tutti i filmati di videosorveglianza della struttura per ricostruire il tragitto seguito dai fuggitivi e risalire all’identità della coppia. Il bilancio economico della refurtiva resta ancora da stimare.

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