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Paura a Roma, tenta di lanciarsi dal Ponte Duca d’Aosta: due poliziotti lo salvano in extremis

Allertati dalla centrale d'emergenza per la presenza di una persona sporgente dal parapetto, i due poliziotti hanno bloccato al volo l'uomo in preda ai fumi dell'alcol prima del gesto estremo

Pochi istanti cruciali sospesi tra il dramma e la salvezza, dove la freddezza d’animo e il coraggio operativo hanno trasformato una tragedia annunciata in una storia a lieto fine.

È la drammatica sequenza vissuta dagli agenti Ilaria e Giuseppe, in pattuglia per il XV Distretto di Pubblica Sicurezza “Ponte Milvio”, capaci di sventare in extremis un suicidio lungo le campate di Ponte Duca d’Aosta.

La segnalazione, piombata alla centrale radio della Questura capitolina dopo la chiamata d’allarme di un passante al Numero Unico 112, descriveva una persona proiettata oltre le protezioni del ponte e con la chiara intenzione di lanciarsi nel fiume.

La stretta d’acciaio oltre la balaustra: il placcaggio prima della caduta

Volati sul posto a sirene spiegate, i due poliziotti hanno raccolto al volo le frammentarie indicazioni dei presenti per poi localizzare la figura dell’uomo, protesa nel vuoto in uno stato di profonda alterazione emotiva:

Manovra d’avvicinamento al millimetro: Presa visione del pericolo imminente e delle grida disperate dell’uomo, gli agenti si sono avvicinati a passi felpati per non innescare reazioni improvvise.

L’affondo provvidenziale: Approfittando di un attimo d’esitazione della vittima, Ilaria e Giuseppe si sono spinti a corpo morto oltre la balaustra in pietra, riuscendo a cinturare saldamente l’uomo proprio mentre cercava di divincolarsi per precipitare.

Messo al sicuro sul marciapiede: Vincendo la resistenza disperata e il peso della persona, i due caschi della Polizia di Stato sono riusciti a tirarlo indietro e a riposizionarlo sulla sede stradale.

La delicata opera di persuasione: il dialogo che scioglie la disperazione

Evitato il contatto con il vuoto, per i due operatori di polizia si è aperta una seconda fase d’intervento, improntata alla sensibilità e alla gestione dell’emotività:

L’ascolto contro l’angoscia: L’uomo versava in una condizione d’estrema agitazione, appesantita dall’ingestione massiccia di sostanze alcoliche.

Il crollo delle difese: Invece di adottare toni perentori, gli agenti gli hanno parlato con calma e fermezza, instaurando un canale di fiducia che ha progressivamente calmato la furia dell’uomo.

Gratitudine e ricovero: Vinti i fantasmi del momento, l’uomo ha stretto le mani ai suoi salvatori esprimendo profonda gratitudine prima di accettare il ricovero ospedaliero per gli accertamenti sanitari condotti dal personale del 118.

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