Periferie dimenticate, bus fatiscenti e in ritardo: il Comune pensa alla revoca dei contratti

Se la questione dovesse andare avanti, il servizio potrebbe tornare temporaneamente ad Atac, in attesa di una nuova gara

Aria condizionata inesistente, autobus che arrivano guasti alle fermate, oppure con ritardi imbarazzanti, quando non spariscono del tutto dalle corse previste.

È questo il quadro che quotidianamente si trovano davanti i pendolari delle periferie romane. Un disservizio che non solo esaspera i cittadini, ma che ora rischia di avere conseguenze pesanti per i gestori del trasporto pubblico locale.

Dopo mesi di avvertimenti e segnalazioni, il presidente della commissione Mobilità di Roma, Giovanni Zannola, ha deciso di passare dalle parole ai fatti: ha chiesto ufficialmente la messa in mora dei consorzi privati che gestiscono il servizio – ATR (Autotrasporti Troiani e Sap) per il lotto est e BIS (Bus International Service con Autoservizi Tuscia) per il lotto ovest – accusati di non rispettare gli impegni sottoscritti nei contratti firmati appena a fine 2023.

Una decisione maturata dopo una pioggia di lamentele arrivate da municipi e cittadini, stanchi di convivere con autobus vecchi, malridotti e puntualmente in ritardo. «Il limite è stato superato» ha denunciato Zannola, sottolineando anche le difficoltà dei lavoratori, che in più occasioni si sono visti recapitare stipendi e quattordicesime in ritardo.

immagine di repertorio

Eppure il contratto firmato poco più di un anno fa prometteva l’arrivo di nuovi mezzi e un servizio rinnovato. I bus sono sì arrivati, ma solo a maggio 2025 e senza portare la svolta sperata. «Non possiamo permettere che il trasporto periferico resti ostaggio di inadempienze» ha aggiunto il presidente della commissione, chiedendo all’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè di avviare le procedure necessarie.

Se la messa in mora dovesse andare avanti, il servizio potrebbe tornare temporaneamente ad Atac, in attesa di una nuova gara. Una scelta drastica, che però non dovrebbe avere ripercussioni sul personale: i lavoratori passerebbero direttamente sotto l’ombrello della municipalizzata, garantendo la continuità occupazionale.

Intanto, tra i cittadini delle periferie, resta l’amarezza. Perché, nonostante promesse e contratti milionari, a Roma salire su un autobus in orario – e con l’aria condizionata funzionante – sembra ancora un lusso.

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