

La piccola si è confidata con la madre via WhatsApp ed è scoppiata in lacrime con l'animatrice
Un volto conosciuto nel mondo delle arti marziali, l’aria rassicurante da tuttofare della segreteria e un passato ingombrante segnato da una precedente contestazione per reati di pedofilia.
È questo l’identikit del 71enne finito dietro le sbarre su ordine del Giudice per le Indagini Preliminari di Roma, accusato di aver abusato di una bambina di appena dieci anni all’interno di un centro estivo del Pigneto.
L’uomo sfruttava la propria posizione nella struttura allestita all’interno del plesso scolastico di via Filippo De Magistris per muoversi indisturbato.
Presentandosi come una figura apicale dell’organizzazione, era riuscito ad avvicinare la piccola e ad attuare le proprie attenzioni morbose nell’arco di dieci giorni, tra il 20 e il 30 luglio.

A far crollare il muro di silenzio è stato il pianto disperato della vittima. Nel pomeriggio del 30 luglio, al momento di tornare a casa con la madre, la bimba ha mostrato un profondo e inusuale stato di angoscia.
Soltanto una volta varcata la porta del proprio appartamento, ha trovato la forza di affidare il racconto delle violenze a una serie di messaggi inviati allo smartphone della madre.
Contemporaneamente, il caso si è aperto anche all’interno dell’istituto. La piccola si era sfogata con un’educatrice della struttura, lasciandole persino un biglietto scritto di suo pugno prima di crollare in lacrime.
Un gesto che ha fatto scattare l’allarme: la responsabile del centro estivo ha disposto l’immediato allontanamento dell’uomo dalle attività.
Accompagnata la mattina seguente dai genitori in ospedale, la bambina è stata ascoltata dai medici e dagli specialisti del pool antiviolenza, confermando quadro e dettagli degli abusi e spiegando come non si fosse trattato di un episodio isolato.
Nel provvedimento cautelare di quattro pagine redatto dal gip su richiesta dei pm capitolini, all’imprenditore sportivo vengono contestate le aggravanti per la giovanissima età della vittima, l’abuso delle condizioni di fragilità psicofisica della minore e il tradimento dei doveri di custodia legati al suo ruolo nell’impianto scolastico. Per il 71enne si sono aperte le porte del carcere.
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