

"Lazio 2020", dalle interviste alle imprese del Lazio fino alla gestione unica del trasporto romano,i dati e le novità emerse nel convegno
“Per raggiungere livelli di eccellenza nei servizi pubblici – spiega Giuseppe La barile, presidente Confservizi Lazio – va costituito un efficace sistema di cooperazione e coinvolgimento tra chi li produce e chi ne usufruisce. E’ nell’ottica del dialogo e del confronto tra le aziende dei servizi pubblici, le imprese e i cittadini” che Confservizi Lazio ha organizzato la tavola rotonda “Lazio 2020, La qualità dei servizi pubblici locali” che si è tenuto venerdì 27 marzo 2009 dalle 9.30 in poi
alla sede della Camera di Commercio, in via De´ Burro´ 147.
Dopo i saluti di Lorenzo Tagliavanti, vicepresidente della Camera di Commercio, si è entrati nel vivo del dibattito esponendo sia i risultati dell’omonima ricerca commissionata al Censis, che le innovazioni che hanno interessato le singole aziende dei servizi.
“I Servizi rappresentano circa il 70% del valore aggiunto in Italia, contro il 2% dell’agricoltura e il 20% o poco più dell’industria – dice Giuseppe Roma, direttore del Censis – sono loro il vero motore dell’economia. Hanno iniziato ad adeguarsi alle logiche di azienda: oggi sembra assurdo che molte non avessero ancora un bilancio che regolasse le entrate e le uscite. A Roma gli Spl, i servizi pubblici locali, sono relativamente meglio che nelle altre province del Lazio. Le imprese lamentano l’assenza d’innovazione dell’offerta e la scarsa attenzione nei confronti dei reclami e delle richieste dell’utenza.”
Dalle interviste fatte dal Censis emerge che le circa 200 imprese del Lazio hanno espresso giudizi più negativi rispetto alla media nazionale sulle modalità e sulla gestione dei servizi. Quasi il 70% desidera che il gestore tornasse di natura pubblica, solo il 30% accetta la compresenza tra pubblico e privato. A livello nazionale il 45,8% auspica la nascita di grandi aziende multiservizio, la maggioranza preferisce imprese specializzate in un unico settore. Lo smaltimento dei rifiuti normali, degli speciali (quelli tossici industriali) e gli incentivi alla raccolta differenziata sono considerate priorità. Molto sentita è anche la necessità di promuovere le energie rinnovabili e il risparmio energetico. In ultima posizione c’è l’esigenza di migliorare e, infine, di allargare il servizio di trasporto pubblico.
“In Campidoglio è in corso l’approvazione della delibera di trasformazione del Tpl – annuncia Massimo Tabacchiera, presidente Atac – entro i primi di aprile 2009 si saprà se e come sarà strutturato il nuovo gestore unico del trasporto pubblico locale a Roma che accorperà Atac, Metro e Trambus. Oggi i contratti che regolano queste aziende sono addirittura trilaterali, sono ferraginosi e, anziché snellire le pratiche, producono rimbalzi di responsabilità tra un’azienda e l’altra, mentre i nuovi quartieri periferici restano sproffùùvisti degli adeguati sistemi di trasporto come fossero cattedrali nel deserto.”
“L’atavica situazione d’inadeguatezza e inefficienza dei servizi si ricollega al fallimento della Pubblica Amministrazione – afferma Cesare Pambianchi, presidente Confcommercio Roma – ci sono 23 progetti importantissimi da realizzare a Roma e per ognuno si deve garantire pulizia e collegamenti. Le istituzioni politiche dovrebbero porsi delle perplessità quando inaugurano la Fiera di Roma, senza che ci siano adeguati mezzi di trasporto che la connettono alla città.”
“Parcellizzare il processo politico, ossia suddividere il territorio in tantissimi Comuni, Comunità montane, etc. – sostiene Riccardo Mussari, ordinario di Economia delle aziende e amministrazioni pubbliche dell’Università di Siena – non assicura la qualità ne’ dei servizi, ne’ del personale politico. Così anche privatizzare le imprese di Stato per ‘fare cassa’ non è positivo: si vende male, quando si ha bisogno di soldi. A forza di cercare risorse per gli investimenti dello Stato, si finirà fra 10 anni ad avere un Ministero delle Partecipazioni Statali?”
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