

L'incontro del 17 marzo presso la scuola di via F. Santi 65 con Caradonna, Calamante, Esposito e Vento
A distanza di un mese dall’incontro organizzato dai commercianti per discutere dei problemi della mobilità a Colli Aniene (era il 17 febbraio), venerdi 17 marzo si è svolto – sempre presso la scuola di via Santi – un incontro sulla presentazione del “corridoio della mobilità” che è in fase di realizzazione su via Togliatti.
A presiedere l’incontro tutti i rappresentanti istituzionali coinvolti. Il Presidente del V Municipio Caradonna, l’assessore alla Mobilità Calamante, l’assessore all’Ambiente Esposito e il presidente dell’Atac Vento.
Nella sua introduzione il Presidente Caradonna ha evidenziato l’importanza strategica del progetto, inserito in una visione più generale di sostegno alla battaglia per la difesa del servizio pubblico.
Il corridoio, una volta terminato, consentirà infatti un collegamento rapido tra la linea B (stazione di Ponte Mammolo) e la linea A (stazione Cinecittà), dando la possibilità inoltre di procedere attraverso questa linea anche in bicicletta, perché è stata inserita una pista ciclabile lungo tutto il percorso del corridoio.
Successivamente, l’Ing. Avarello, responsabile della realizzazione del progetto, lo ha illustrato nel dettaglio (in particolar modo la parte riguardante il V Municipio) evidenziando anche le modifiche apportate a seguito delle richieste pervenute da alcuni cittadini della zona.
Il corridoio si snoderà lungo un percorso di 8 km, e vedrà la presenza di due corsie per il trasporto privato ed una, adiacente allo spartitraffico centrale, destinata al trasporto pubblico. In presenza di ogni fermata, l’autobus provvederà ad entrare in uno square interno dove saranno presenti una pedana rialzata ed un corrispondente attraversamento pedonale protetto (semaforizzato).
Il problema della sosta sarà risolto tramite la presenza – nella parte centrale della strada – di una serie di parcheggi per auto private, che vedrà la presenza (su Colli Aniene) di 254 posti auto e 50 posti moto (81 nel tratto da via degli Alberini a via Santi e 223 nel tratto via Santi via Sacco e Vanzetti, di cui 173 per autovetture e 50 per motocicli).
L’Ing. Avarello ha anche sottolineato come, a causa dell’enorme carico di sosta previsto sulla Togliatti, è stato impossibile non rinunciare alla riduzione del verde presente nello spartitraffico centrale a scapito della presenza dei parcheggi auto, che in alternativa non avrebbero potuto avere diversa collocazione, creando così disagi aggiuntivi alla popolazione del quartiere (e in transito).
Inoltre si è risposto all’esigenza manifestata in più occasioni dai commercianti di zona, di mantenere una piccola parte di parcheggi lato strada, al fine di non scoraggiare la clientela che intende recarsi presso gli esercenti di via Togliatti. A tale scopo, infatti, sono stati mantenuti circa 80 posti complessivi per entrambi i sensi di marcia (65 in direzione Tuscolana e 15 in direzione Tiburtina).
Da più parti è stato sottolineato come, a seguito della realizzazione, dovrà essere necessaria un’opera continua di monitoraggio da parte del corpo dei vigili urbani, al fine di far si che il divieto di fermata venga rispettato; in caso contrario – e ne siamo convinti – il traffico potrebbe subire continui rallentamenti a causa anche di singole macchine ferme solo per pochi istanti con le quattro frecce.
Ulteriore osservazione è giunta dagli abitanti degli immobili alla cui altezza sono presenti i parcheggi aggiuntivi lato strada, poiché per la realizzazione di tale variante è stata prevista la riduzione di alcuni porzioni di marciapiede, costringendo i cittadini ad utilizzare esclusivamente i portici interni (cosa che peraltro già fanno, data la presenza di vetrine e servizi quali bar e tabaccherie); sarebbe comunque auspicabile, da parte dell’amministrazione, arrivare ad un accordo con gli abitanti grazie al quale l’amministrazione sessa decida di partecipare ad una parte delle spese di manutenzione saltuaria del porticato in questione, visto che non ci sarà possibilità alternativa di passaggio (anche per evitare malsane idee di chiusura, magari con cancellate, di cui il quartiere non ha davvero bisogno).
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