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Presidio via del Frantoio, l’attività andrà avanti. Centri Sprar riconvertiti in strutture socioculturali

L’Amministrazione capitolina – informa il sito del Comune di Roma – ha dato mandato al Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di predisporre tutti gli atti necessari affinché l’attività del presidio umanitario di via del Frantoio possa proseguire. I due centri Sprar (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), situati anch’essi in via del Frantoio, verranno invece chiusi entro il 30 giugno e saranno trasformati gradualmente in uno spazio di aggregazione culturale e sociale per l’area del Tiburtino III, come indicato dal Municipio. E’ quanto prevede una direttiva emanata dall’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.

“Si tratta di una scelta che mette a sistema, in modo virtuoso, elementi diversi. Prosegue l’attività umanitaria del presidio – spiega l’assessora – perché la nostra politica intende mettere sempre le persone al centro. Allo stesso tempo vogliamo decongestionare un’area della città che presenta da tempo un’elevatissima densità in termini di acco

Laura Baldassarre

lienza”.

“Ma non ci limitiamo a questo: garantiamo un’alternativa valida, di qualità e aperta a tutti, investendo con forza sul profilo culturale e sociale in quartieri che ne hanno grande bisogno. Nel complesso – conclude – mettiamo in campo una soluzione operativa, concreta ed incisiva che riunisce, in modo organico, necessità diverse ma compatibili”.

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