

L'inchiesta scava tra le community virtuali: spuntano diciture in cirillico, un preavviso inviato su TikTok e un filmato finito sul dark web
Un’azione eseguita con sconcertante freddezza, trasmessa in tempo reale sulla rete e preceduta da un macabro preavviso condiviso con gli amici: «Guardate i telegiornali più tardi».
Mentre il giovane responsabile — appena tredicenne — si trova attualmente ricoverato nel reparto di neuropsichiatria infantile dell’ospedale Policlinico Umberto I, i suoi familiari hanno inviato nelle ultime ore una nota di scuse e rammarico indirizzata direttamente alla docente.
Questa mattina, intanto, la ripresa delle lezioni per gli studenti si è svolta all’insegna della massima cautela: due ampi drappi rossi collocati sui cancelli per schermare gli alunni dalle telecamere, accessi scaglionati fin dalle 7.20 e una presenza costante dei Carabinieri e della Polizia Locale a tutela del plesso scolastico.
Gli inquirenti impegnati nel caso stanno analizzando a fondo le tracce digitali dell’adolescente per comprendere la rete di contatti che lo circondava.
L’attacco, infatti, è stato veicolato dal ragazzo mediante uno streaming live su un canale Telegram creato per l’occasione, anticipato da un vero e proprio conto alla rovescia.
La caccia agli utenti della diretta: I rilievi informatici indicano che al momento del ferimento erano connessi soltanto quattro utenti. L’obiettivo prioritario degli investigatori è identificare i componenti di questa ristretta cerchia: da quel gruppo sarebbe infatti scaturita la registrazione poi diffusa e persino posta in vendita su alcuni portali web in cambio di somme di denaro.
L’ipotesi del plagio ideologico: A destare forte preoccupazione è la presenza di descrizioni in alfabeto cirillico a corredo della prima diffusione del video.
Chi indaga valuta l’ipotesi che il minore sia stato agganciato e plagiato nelle settimane precedenti da frange estremiste e neofasciste di matrice russa o internazionale, dedite all’adescamento di giovanissimi per indurli a gesti dimostrativi eclatanti.
L’arsenale casalingo e la fascinazione per la violenza: Durante le perquisizioni nell’abitazione del 13enne, le forze dell’ordine hanno rinvenuto una collezione di riproduzioni da soft-air — tra cui fucili e pistole ad aria compressa — insieme a diversi coltelli.
Diversi compagni hanno descritto il ragazzo come morbosamente attratto da video di esecuzioni e sparatorie reali, un profilo psicologico incline alle sollecitazioni provenienti da community online deviate.
A chiarire la premeditazione del gesto sono anche le testimonianze raccolte nella scuola subito dopo i fatti. Corrado Ruffini, l’assistente educativo scolastico intervenuto per primo per mettere in sicurezza la classe, ha ricostruito i concitati momenti successivi all’aggressione.
«Sono entrato nell’aula pochi istanti dopo l’accaduto — ha spiegato l’operatore — il ragazzo appariva in stato di shock, visibilmente frastornato, e continuava a chiedere scusa. Mi ha confidato di aver strutturato un piano preciso: colpire unicamente una persona, evitare di fare del male ai compagni e poi consegnarsi alle forze dell’ordine».
Un intento violento sventato nella sua potenziale gravità solo dal provvidenziale ed eroico intervento di un altro alunno dell’istituto, che si è frapposto per disarmare il 13enne prima dell’arrivo delle pattuglie.
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