Categorie: Cronaca
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Prostituzione: violenze ad una giovane rumena che voleva ribellarsi al suo aguzzino

Alemanno ringrazia i Carabinieri per il successo ottenuto. Polemizza la consigliera comunale del Pd Monica Cirinnà: "in tema di schiavitù delle donne nulla è cambiato"

Un anno di violenze fisiche e psicologiche nei confronti di una 20enne rumena costretta a prostituirsi dal suo aguzzino, un boss connazionale di appena 17 anni. Il ragazzo, per ribadire a tutti la "proprietà della giovane prostituta", le aveva addirittura inciso, con un coltello, una M, l’iniziale del proprio nome, sulla gamba".  All’ennesimo atto di violenza, la ragazza si è decisa a ribellarsi e si è recata presso i Carabinieri di Tor Bella Monaca. Per il giovane boss e per altri complici le accuse sono molto pesanti: lesioni, riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione. La giovane è ora assistita da psicologi presso una struttura del comune di Roma.  

"I comportamenti efferati del boss appena diciassettenne – ha dichiarato il Sindaco Alemanno – deve richiamare la nostra attenzione sull’esistenza di contesti di degrado che devono essere combattuti con fermezza. Lo sfruttamento della prostituzione tocca livelli di assoluta mancanza di rispetto per la dignità delle persone, una dignità che invece deve essere difesa con forza. Ringraziamo i carabinieri di Roma per il successo ottenuto e ci auguriamo che nella nuova legge, in approvazione in Parlamento, siano previste norme più drastiche per la lotta e per l’attività di contrasto alla prostituzione che utilizzi tutti gli strumenti disponibili e non solo quelli repressivi".

“Stupiscono le dichiarazioni del Sindaco Alemanno in tema di prostituzione". Polemizza la consigliera comunale Monica Cirinnà. "E’ bene plaudire all’operato dei Carabinieri che vanno ringraziati per l’enorme lavoro che quotidianamente svolgono, ma sarebbe l’ora che il Sindaco ammettesse l’ormai chiaro fallimento della sua ordinanza antiprostituzione. L’unico risultato ottenuto è di avere sulla strada ragazze vestite e non più in mutande”. E’ quanto dichiara Monica Cirinnà Presidente della commissione delle elette.

“Il fatto che in tema di schiavitù delle donne – sottolinea Cirinnà – nulla sia cambiato è provato proprio dal grave fatto di cronaca che ha visto addirittura ‘marchiare’ una ragazza che voleva ribellarsi”.

“Alemanno – prosegue la Presidente della commissione delle elette – definisce la schiavitù e lo sfruttamento delle donne ’esistenza di contesti di degrado’, vorrei ricordargli che si tratta della violazione dei diritti umani elementari: libertà, integrità fisica, riduzione in schiavitù”.

“Poiché lo stesso Sindaco auspica interventi non solo repressivi- conclude l’esponente del PD – è bene che al più presto riconosca la validità dei progetti già messi in campo dalle precedenti amministrazioni e gestiti con le associazioni di difesa dei diritti delle donne”.

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