

Il "gioco" ideato da Pete Frates l'ex giocatore di baseball affetto dalla Sla che vuole sensibilizzare sulla raccolta fondi per la ricerca
Si chiama Ice Bucket Challenge, tradotto letteralmente sfida del secchiello per il ghiaccio. E’ la moda che da diversi giorni ha ormai invaso il web con personaggi più o meno famosi che si rovesciano un secchio d’acqua gelata in testa, nominando altre persone che dovranno ripetere l’operazione. Il vero senso del “gioco” è donare una somma di denaro in favore di qualsiasi associazione che si occupi di ricerca per la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). Finora la raccolta fondi sta andando a gonfie vele, più di 30 milioni di dollari raccolti. Ma facciamo un passo indietro, capiamo come è nata questa iniziativa.

Pete Frates, 29 anni, ex giocatore di baseball affetto dalla SLA. E’ stato lui in un caldo pomeriggio di agosto a registrare il video e lanciare la sfida a tutti i suoi amici sui social network, invitandoli a condividere e sponsorizzare il più possibile la cosa. Occorre solo un secchio di acqua gelata ed una donazione economica per la ricerca. L’effetto virale dei social network è stato vincente, tantissimi i click di condivisione che hanno portato agli occhi dei vip l’iniziativa. I vip, quelli che potrebbero donare ingenti somme, quelli che potrebbero dare un risalto mondiale all’iniziativa.
Detto fatto. Mark Zuckemberg, ideatore e proprietario di Facebook, si è sottoposto al “gioco” nominando Bill Gates, da li in poi si è innescato un effetto a catena vincente. Davvero tanti i volti noti coinvolti, troppi per elencarli. Ovviamente anche persone non famose si sono cimentate nel tormentone estivo per poi pubblicare prontamente il video sui social network.
La speranza è che tutte, ma proprio tutte le persone che hanno eseguito l’Ice Bucket Challenge abbiano effettuato la donazione. Pete Frates, che si ritrova con tutto il corpo paralizzato tranne la testa e parla grazie ad un sistema di video scrittura, può sentirsi il vero vincitore. Lui che aveva una brillante carriera nella Major League già figurata nel suo domani, ha dovuto adattarsi a questa nuova vita. Alcuni non la definiscono neanche vita. La realtà è che Pete tra qualche mese diventerà papà ed ha una gran voglia di vivere. Pete è la dimostrazione vivente che arrendersi nella vita non porta mai a nulla.
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