

Nella libreria di largo Agosta incontro-dibattito con un vecchio grande uomo politico dei nostri tempi
Lasciamo il racconto della serata alle parole appassionanti della responsabile degli eventi di “Rinascita”, Flavia Castelli:
“È un 19 Marzo piovoso, ma Pietro Ingrao arriva puntuale all’appuntamento da Rinascita. Con passo lento ma deciso avanza fra le decine di persone in attesa, attraversando un applauso esploso sotto le note de l’Internazionale. Ha gli occhi lucidi mentre abbraccia e accarezza i tanti affezionati, prima di sedersi alla sua poltrona, accanto agli altri ospiti: Raoul Mordenti, scrittore, Stefano Veglianti, vice presidente del Municipio Roma 6 e la giovanissima Francesca Vessella del liceo classico Benedetto da Norcia.
Ama i giovani Pietro Ingrao e ce ne sono tanti seduti nelle prime file. E’ a loro soprattutto che si rivolge, a loro che risponde su quale sia il senso della politica oggi, cosa abbia significato la resistenza e l’amore per la letteratura nella sua formazione.
Lui che ha scritto: ‘Una delle cose che mi è piaciuta sempre nella vita e che avrei fatto senza annoiarmi, è sedermi a un caffé a guardare il fiume di persone che scorre chiedendomi chi sono, cercando di immaginare ciò che loro capita, che hanno in animo’.– E’ seduto oggi al caffè letterario e racconta la sua di storia. E’ con grande calma e costanza che Ingrao consegna il suo testamento: parole dolci e ironiche spesso, ma decise e inequivocabili. Stimoli rivolti alla coscienza di ognuno, un incoraggiamento a interrogare il passato ma a studiare il presente a partire dal ‘900, secolo affascinante ma terribile, che ha cambiato il modo di vedere il mondo. Solo così è possibile affrontare gli spettri attuali: le ingiustizie globali, i crimini contro l’ambiente e le assurde guerre preventive.
‘Adesso che uscirete fuori e camminerete sotto la pioggia, attraverso le file di macchine in questa città, Roma, allungate il vostro sguardo al mondo, anche quello distante, l’Europa ma anche l’Asia, per capire quello che si sta scatenando laggiù’
E’ una responsabilità, uno sforzo di coscienza quello che Ingrao chiede di assumere, una dichiarazione netta, il “Non ci sto!”, la frase che ha cambiato la sua vita quando ha deciso di affermarsi e combattere il crollo del mondo davanti all’ascesa di Hitler.
‘Molte cose cambierei nella mia vita e sarà il Signore a giudicare i miei sbagli, ma qual momento non lo cambierei, quello in cui decisi nella mia vita che non ci stavo e dovevo combattere una tale ingiustizia. E non ci stetti fino all’ultimo, quando Hitler fu accerchiato dalle armate Rosse e si suicidò!’ Parla per quasi due ore Ingrao, con energia e profondità, con una passione che lascia attoniti. Racconta la storia del ‘900 attraverso le sue esperienze, parla di una politica vicina alla gente che non si allontana dalla vita, cita il presente con richiami densi di letteratura, poesia, cinema: Joice, Ungaretti, e il suo amato Chaplin.
Al termine saluta tutti di persona, parlando con molti, scrivendo dediche sul suo ultimo bellissimo libro Volevo la luna. Con gesti pieni di calore e sorrisi dolcissimi ci dà il suo arrivederci a presto perché : ‘Le cose da dire sono ancora tante!’."
Pietro Ingrao, classe 1915, di Lenola (LT), è stato uno dei più grandi politici italiani.
E’ giornalista, laureato in giurisprudenza e in lettere e filosofia. Nel 1939 partecipa all’attività antifascista tra gli studenti dell’università di Roma e nel 1940 entra nel partito Comunista dove svolgerà attività clandestina per la stampa dell’Unità. Dopo l’8 settembre è attivo nella resistenza a Milano e a Roma.
Dal 1947 al 1957 è direttore dell’Unità. Al termine dell’VIII congresso del partito Comunista, nel 1956, entra a far parte della direzione e della segreteria nazionale del partito.
Eletto deputato per la prima volta nel 1948, per la circoscrizione di Roma-Latina-
Frosinone-Viterbo, viene rieletto ininterrottamente al Parlamento italiano fino al 1994.
Il 20 giugno 1976 è eletto Presidente della Camera dei deputati, carica che manterrà dal 5 luglio 1976 al 9 giugno 1979.
Partecipa alla fondazione del Partito Democratico della Sinistra, pur opponendosi ad essa, ma se ne stacca ben presto. Poco dopo le elezioni europee del 2004 aderisce al Partito della Rifondazione Comunista.
Pietro Ingrao, non è solo uomo politico, ma anche uomo di lettere: ha scritto, oltre ai diversi saggi politici, anche delle poesie. Una delle sue opere più importanti è, Appuntamenti di fine secolo, pubblicata nel 1995 in collaborazione con Rossana Rossanda.
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