

Ultime da Pechino: una selezione di oggetti interessanti e di particolare bellezza a Sala Margana
E’ severo ed insieme armonioso l’imponente letto cinese a baldacchino di epoca ottocentesca, in legno scuro, decorato sui lati interni da pannelli dipinti a motivi floreali di epoca antecedente, e con intarsi in avorio e madreperla, utilizzato dal regista Bernardo Bertolucci nel film L’ultimo imperatore.
Per la sua indiscussa bellezza gli è stato riservato il posto d’onore nella mostra Ultime da Pechino, visioni della Cina tra 700 e 900, che si apre a Roma il 21 febbraio e che presenta una selezione di oltre cento oggetti e resterà aperta fino al 16 marzo (dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19,30) a Sala Margana, piazza Margana 41, presso i Fratelli Sestieri, una delle grandi famiglie di tradizione antiquaria della capitale.
Essi complessivamente coprono un arco di tempo dal XVIII al XX secolo, durante la dinastia Qing (1644–1911) sino al periodo cosiddetto moderno (1840–1919), e alcuni oggetti che mostrano l’interesse che la Cina ha sempre suscitato in Occidente come il dipinto su tela, “natura norta con cineserie” che vanta una provenienza importante, l’atelier di Coco Chanel nella Parigi degli anni quaranta.
Deliziosa è anche la piccola selezione di snufl bottles, bottigliette, tanto piccole da stare nel palmo della mano, usate come contenitori per il tabacco in polvere aromatizzato con rare erbe medicinali, contro emicranie, mal di denti, arrossamento della gola, asma e altri piccoli disturbi. Ultime da Pechino, offre lo spunto per un incontro di grande attualità con una civiltà, quella cinese, contraddistinta insieme da un’economia in crescita vertiginosa, e da millenarie tradizioni di grande fascino.
Nell’anno della splendida mostra allestita alle Scuderie del Quirinale, del tutto particolare è l’angolatura prescelta da Ultime da Pechino: una piacevole carrellata su usanze e costumi che, di volta in volta, ci fanno sentire molto vicini e molto lontani, attraverso una selezione di oggetti, meno consueti, non sempre preziosi: di grande bellezza e grazia. Sono piccoli mobili, sculture, scatole di lacca belle nella forma e nella foggia, pannelli dipinti su seta, che, suscitano interesse, curiosità, emozioni, e ci parlano della vita quotidiana di un popolo straordinario, delle loro abitudini religiose, letterarie, artistiche, culinarie e perché no, scaramantiche nel suo rapporto con noi occidentali
Conferma di questo stretto rapporto a due vie che ci ha legato alla Cina la piccola, deliziosa teiera datata 1930 dal manico e dal coperchio di corno. art deco, creata per il mondo occidentale dal design moderno. Divertente il grande portavivande rosso a vari piani usato nel XIX secolo in feste all’aperto per trasportare e mantenere il cibo in caldo.
Molto rare la serie di otto alabarde di bronzo da parata che derivano dalle armi usate nelle arti marziali. Mentre la coppia di piccole zucche secche che contengono all’interno semi sono un passatempo divertente da tenere in mano.
La selezione di paraventi, creati in Cina dal 206 a C e spediti in tutto il mondo, sono di materiali preziosi, grandi, piccole e piccolissime dimensioni, fino a quello curioso che per le sue proporzioni può essere esposto un tavolo.
Di grande raffinatezza, armonia e rigore pittorico sono i paesaggi e le figure tratteggiati nei dipinti su seta tutti in forma di rotolo verticale o srotolabile da destra a sinistra, scena per scena per mostrarli agli amici, e gustarli secondo la propria fantasia e il proprio umore come fosse un libro da sfogliare.
Raffinati e colorati appaiono i pannelli dipinti o intagliati con raffigurazioni bene auguranti, auspicio di prosperità: facevano parte delle porte di ingresso di templi buddisti o taoisti smantellati.
Infine, non potevano mancare, in una rassegna di oggetti sulla e della Cina, le figure di grandi e sorridenti Buddha di ogni dimensione e quella, di porcellana policroma di Guan Yin dea della compassione e dei marinai.
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