

Sequestrati decine di video materiale fotografico. Nelle immagini anche bambini di 4 e 5 anni
Quasi cinquanta video e altro materiale fotografico pedopornografico è stato sequestrato nella mattina del 11 maggio 2010 dagli agenti della polizia municipale dell’VIII Gruppo. Perquisite dall’alba le zone di Centocelle e Garbatella.
Sono coinvolti una quarantina di bengalesi. Tra il materiale sequestrato, anche un video con un bambino di non più di 5 anni, obbligato da una donna ad avere un rapporto sessuale.
Nei casi di abusi potrebbero essere coinvolti anche altri bambini, forse anche più piccoli, fra i 3 e i 4 anni.
Le indagini sono scattate dopo che lo scorso 20 aprile erano stati arrestati due bengalesi, uno di 34 anni e l’altro di 22. Sul telefonino del secondo uomo, gli investigatori avevano trovato un video pedopornografico, ma il 22enne aveva negato di averlo girato e aveva indicato il connazionale responsabile.
Il presunto autore del filmato è stato fermato intorno alle 13, alla Garbatella. Gli investigatori pensano che il filmato con il bambino abusato, chiamato ‘il prostituto’ servisse come video promozionale per promuovere e offrire prestazioni a sfondo pedofilo.
Antonio Di Maggio, comandante dell’VIII Gruppo, ha dichiarato: “per ora riteniamo che i video fossero destinati a un giro interno alla comunità. Ma è da accertare se fossero rivolti anche all’esterno. Una vicenda che sorprende, perché i bengalesi sono persone miti”.
"L’operazione – ha dichiarato il sindaco Alemanno – con cui la Polizia Municipale ha messo fine a questo crimine orrendo merita un plauso da parte di tutta la cittadinanza. Voglio perciò ringraziare ancora una volta l’intero corpo che non è nuovo a brillanti operazioni come quella di oggi".
Durissime le reazioni della politica. Fabrizio Santori, presidente della commissione Sicurezza del Comune di Roma e Fernando Vendetti, presidente della commissione Sicurezza dell’VIII municipio, sono tornati a sostenere la necessità della castrazione chimica.
Sveva Belviso, assessore alle politiche sociali del Comune, ha così commentato il video della donna che abusava del bambino: "la pedofilia è di per sé un atto a dir poco spregevole, ma che addirittura il carnefice possa essere una donna, che nell’immaginario collettivo rappresenta la difesa delle emozioni e delle fragilità dei bambini, è se possibile ancor più grave".
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