

I DS della Tiburtina: propongono il Modello Roma
“Proposte per il governo del Paese”, questo il tema del dibattito che lunedì 6 febbraio, in via Grotta di Gregna 56/A, ha visto protagonisti il capogruppo Ds del V Municipio Micaela Campana, il presidente del V Municipio Ivano Caradonna e il parlamentare europeo dei DS Nicola Zingaretti.
Micaela Campana ha aperto il confronto con i cittadini sostenendo l’importanza per l’ Italia di agganciarsi al treno per l’Europa, in contrapposizione ad un Governo che si è chiaramente definito anti-europeista. Per il Capogruppo dei DS il Governo Italiano, nonostante il tradizionale ruolo dell’ Iitalia come Paese fondatore dell’ Euro, in questi anni ha preso delle decisioni chiaramente anti- europeiste, ridimensionando il ruolo del Paese e allontanandolo da politiche di sviluppo e modernizzazione. “Oggi – sostiene Micaela Campana – il Paese è fermo perché non investe più sull’innovazione, sulla ricerca e sulla qualità del lavoro.
In Italia la flessibilità è diventata sinonimo di precarietà, in più si aggiunge la miopia di un governo che non valorizza le eccellenze: pensiamo a come nel nostro quadrante, l’asse di sviluppo della Tiburtina vedrà chiudere aziende di qualità fondamentali per la città e per il Paese”.
Fine legislatura diventa così tempo di bilanci e a proposito di questi 5 anni di Governo della Destra, si chiede: “che fine ha fatto il sistema sanitario italiano? Che fine hanno fatto le città più sicure di cui parlavano tanto in campagna elettorale? I 2 poliziotti di quartiere, per una città vasta come Roma, non sembrano certo essere una risposta per la sicurezza dei cittadini. E soprattutto, la scuola per tutti? Siamo tornati indietro nel tempo, quando la scuola era un privilegio di pochi.
La sinistra ha invece offerto un modello di sviluppo alternativo che è quello romano. Roma non è più quella dei grandi Ministeri. Oggi cresce più del 4% e ha saputo coniugare l’ambizione di diventare Città europea alla politica del “che nessuno resti solo”. La riqualificazione del Paese non passa solo attraverso le opere di urbanizzazione ma attraverso una riqualificazione, più ampia, di tutto il tessuto culturale: dalla sicurezza della persona, al suo diritto alla casa. Se poi spostiamo l’asse del discorso sulla responsabilità di Governo diventa evidente la contrapposizione tra Centro Destra e Centro Sinistra.
A fare la differenza è proprio l’amore delle istituzioni della Sinistra per i cittadini. Prende così la parola Ivano Caradonna, per il quale, nulla è scontato e nulla è certo. Egli ritiene che la sinistra debba alzare il tono della protesta civile e democratica. E che in campagna elettorale debba portare avanti le prospettive per il governo del Paese, smorzando quel clima di veleni innescato dalla Destra. “In qualche modo – afferma – abbiamo già governato il Paese tramite gli enti locali e abbiamo dato esempio di trasparenza e legalità. Per questo insistiamo così tanto sul modello Roma, un modello che ha saputo unire coesione sociale da una parte e innovazione e sviluppo dall’altra. La Nuova Stazione Tiburtina ne è un esempio emblematico. Al di là della grande opera che si andrà a realizzare, Roma ha avuto un’attenzione continua nei confronti degli extracomunitari, attraverso soluzioni di accoglienza e inserimento nella società civile, in un contesto drammatico, che l’ Espresso ha, impropriamente, definito”Hotel d’Africa”.
E poi, Roma non si è sviluppata solo nel centro storico ma anche in periferia diventando una città policentrica. Siamo riusciti ad assicurarci un finanziamento di 110.000.000,00 di euro per portare la metro in periferia, per un prolungamento della metro B che da Rebibbia arriverà fino a Casal Monastero. E questi sono dati reali ed importanti. E’ per questo che Roma non può vivere di finanziamenti spot ma ha bisogno di essere riconosciuta come capitale costituzionale di questo paese.”
Due i temi sostenuti con forza da Caradonna: da una parte, l’orgoglio per le cose fatte come esempio di buon governo, dall’altra la lotta per il riconoscimento dell’ importanza delle politiche sociali.
A chiudere l’incontro, l’intervento del parlamentare europeo DS, Nicola Zingaretti che ha individuato la forza del suo partito nella capacità di “discutere per capire”. Anche lui, inizia con un bilancio di questi 5 anni di governo. “Che questo Governo ci sta facendo sprofondare nella povertà, credo sia ormai un dato chiaro a tutti. Non è un caso che la Destra non si fermi mai ad analizzare i risultati ottenuti ma passi in rassegna solo le leggi elettorali approvate e le cose fatte, senza analizzare le ripercussioni che, queste, hanno avuto sull’ Italia. A trarne vantaggio sono stati solo i ricchi, in un gioco al massacro per i ceti medi e medio-bassi. E non è neanche un caso che la destra abbia perso tutte le elezioni di questi anni.
La loro strategia, ben consapevoli dei fallimenti, è stata quella di stravolgere una legge elettorale, introducendo un proporzionale che non farà altro che ricondurre all’ individualismo politico e tentare di riattivare un elettorato dormiente spostando il discorso sull’odio nei confronti dell’altro: in sintesi la politica anticomunista.”
La strategia proposta da Zingaretti è una strategia popolare racchiusa in 3 punti fondamentali: un attacco – denuncia, non personale al Premier ma alla politica fallimentare dei suoi 5 anni di governo, supportata da dati reali che dimostrano quanto l’ Italia, in questi anni, abbia perso in competitività; la credibilità della lista dell’Ulivo, che può rappresentare per la gente una garanzia di stabilità e coerenza; e infine, il programma. Un programma molto chiaro che vuole rimettere in moto l’economia distribuendo la ricchezza in modo equo e solidale. “Tutto ciò che – egli dichiara – non ha fatto la destra”.
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