

Sotto accusa 13 persone. L’Ama: “massima collaborazione con gli inquirenti”
I due termovalorizzatori dell’impianto di Colleferro © Riccardo Auci/Gmt
“Sarà avviata immediatamente un’indagine interna per appurare eventuali responsabilità e assicurare la massima collaborazione agli inquirenti per far piena luce sui fatti”.
E’ quanto comunica, in una nota, l’Ama, in riferimento all’attività investigativa del nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri di Roma che questa mattina ha sequestrato due impianti di termovalorizzazione di Colleferro e arrestato 13 persone con l’accusa di associazione di traffico illecito di rifiuti e truffa allo Stato.
Le indagini hanno riguardato la verifica della qualità e consistenza del Combustibile derivato dai rifiuti (Cdr) immesso quotidianamente nei cicli degli impianti di termovalorizzazione di Colleferro, dove venivano portati i rifiuti di Lazio e Campania.
I carabinieri del Noe hanno notificato nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno, i 13 ordini di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessi dal Gip del tribunale di Velletri, Alessandra Ilari.
Sotto accusa il direttore tecnico e responsabile della gestione dei rifiuti degli impianti di termovalorizzazione di Colleferro; il procuratore e responsabile della raccolta dei multimateriali dell’impianto di una società di gestione di rifiuti di Roma e i soci e gli amministratori di società di intermediazione di rifiuti e di sviluppo di software e chimici di laboratori di analisi.
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