

Affollato convegno nella sala consiliare del X municipio in piazza di Cinecittà
Se la “banlieu” parigina piange, le periferie di Roma possono ridere?
Roma non è Parigi, grazie anche alla coesione sociale che ancora riesce a tenere insieme un vissuto urbano che però dà segni d’insofferenza. Ma fino a quando può durare questo relativo stato di grazia delle aree periferiche romane?
Sono queste le preoccupazioni e le domande che i dirigenti e i rappresentanti istituzionali romani di Rifondazione Comunista si pongono e che hanno rese pubbliche in un affollato convegno tenuto nella sala consiliare del X municipio, in piazza di Cinecittà, il 29 novembre.
Se i problemi e i disagi che si stanno accumulando nelle zone periferiche di Roma (servizi, immigrazione, case, disoccupazione, droga, lavoro precario e nero, politiche liberiste di tagli alla spesa sociale, ecc..), è stato sottolineato da alcuni partecipanti all’incontro, non saranno risolti alla radice, c’è il pericolo che si inneschi in futuro una protesta sociale simile a quella esplosa in Francia.
La soluzione però, come hanno rilevato nel corso del dibattito il sindaco francese di Saint Denis (ospite della manifestazione) e l’architetto Massimiliano Fuksas, risiede nell’affrontare la problematica “periferia” non con un’ottica settoriale, ma affermandone la centralità in quanto problema di tutta la città.
La ragione, se non altro, è molto semplice, lo ha ricordato Fuksas: nel centro di Roma vivono solo 127 mila abitanti mentre sono ben 3 milioni circa quelli che vivono fuori del centro storico, e dunque ad essere malata non è la periferia bensì tutta la città.
Proprio per queste ragioni il 1° dicembre è stata organizzata la “marcia delle periferie”, promossa dal mini-sindaco del decimo Municipio, Sandro Medici. La manifestazione, infatti, è stata organizzata per rivendicare un ruolo di protagonista dello sviluppo per tutta Roma delle periferie e per lottare contro i tagli agli enti locali previsti nella prossima legge finanziaria del governo.
L’assessore comunale per le periferie, Paolo Carrazza, nell’introduzione al dibattito ha voluto però rimarcare i successi delle realizzazioni effettuate dalla giunta Veltroni a favore della vivibilità delle zone limitrofe al centro storico, col concorso diretto degli stessi abitanti (contratti di quartiere, interventi strutturali, consorzi di autorecupero, riqualificazione urbana, progettazione delle piazze, iniziative culturali). Ovviamente i problemi e gli ostacoli che gli amministratori incontrano sono complessi, le stesse realizzazioni non bastano, ma, è stato rilevato, la strada imboccata per andare verso la città policentrica e solidale è quella giusta.
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