Rifugiati, non solo numeri

Manifestazione a Roma dell’Alto Commissariato dell’ONU nella giornata mondiale del Rifugiato 2009

Se al governo del Paese e dell’Europa, per la questione dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico, ci fossero (poi diremo perché) uomini o donne come i marinai della Guardia Costiera, i comandanti dei motopescherecci di Mazzara del Vallo, il comandante del mercantile turco “Pinar” (Asik Tuygun) o alcuni rappresentanti delle istituzioni locali (ad esempio: Loiero, governatore della Calabria e Guerini, sindaco di Lodi e presidente Anci della Lombardia), compreso un personaggio dello spettacolo come Baglioni, probabilmente avremmo più umanità e più rispetto dei diritti universali dell’uomo. Diritti che interessano ben 42 milioni di persone in fuga nel mondo.

Sicuramente, con persone come loro, riusciremmo a salvare dai marosi più profughi e immigrati in fuga da guerre locali o da torture per cercare una vita migliore in vari angoli del mondo. Non abbiamo ovviamente citato quei nomi a caso. Essi sono, infatti, tra i partecipanti alla affollata manifestazione di venerdì 19 giugno 2009(coordinata da Laurens Jolles e da Laura Boldrini), dal titolo: “Rifugiati, non solo numeri”, per la Giornata Mondiale del Rifugiato, organizzata dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e tenutasi presso l’hotel Donna Camilla Savelli a Trastevere.

L’ opera quotidiana dei succitati soggetti, infatti, è la prova vivente che le leggi, che pur ci sono nel nostro ordinamento costituzionale (articolo 10: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”), hanno bisogno di persone in carne ed ossa che in coscienza le rispettino convintamene e che doverosamente le applichino, per eliminare gli odiosi e indiscriminati respingimenti che oggi stanno sotto gli occhi di tutti.

Veniamo dunque ai nostri virtuali governanti virtuosi. Partiamo dal comandante del mercantile turco “Pinar”. Ricorderete, dal 16 al 21 aprile riuscì, dopo una variazione di rotta, a porre in salvo 142 migranti (affamati e assetati, ma una donna purtroppo morì) in balìa, su due barconi, delle onde del Mediterraneo a sud di Lampedusa, ma, ancor più odioso, in balìa anche dei rimpalli di responsabilità e di competenza territoriali fra l’Italia e Malta, sulle cui acque si dimenavano pietosamente. Alla fine, l’Italia decise di ospitarli, mettendo così termine ad un destino di morte certa quei profughi. Per questa meritoria operazione al comandante Asik è stata consegnata durante il convegno una pergamena con menzione speciale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite.

La giornata ha visto anche l’assegnazione del premio “Per mare, al coraggio di chi salva vite in mare”, nato dalla collaborazione tra l’UNHCR e il comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera ed assegnato a chi, spesso a rischio della propria vita, sceglie di soccorrere migranti e i richiedenti asilo vittime di naufragi. Il premio, che conta su un contributo dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI) ed è sponsorizzato da Banca Nuova, è composto di tre riconoscimenti in denaro(10 mila e 5 mila euro) assegnati ai capitani di motopescherecci di Mazzara del Vallo: Salvatore Cancemi, Vincenzo Pellegrino, Pietro Marino e Antonio Sardo.

La giuria del premio è composta fra gli altri dallo scrittore Camilleri (presidente), e dal famoso cantante Claudio Baglioni, com’è noto in prima linea per la difesa dei diritti dei migranti. In particolare, il cantante, presente all’evento, ha svolto tra l’altro un intervento di grande spessore civile ed etico. Ha, infatti, ricordato che lui, citando il caso recente di un uomo che alla stazione Termini di Roma ha rischiato il linciaggio per aver abbandonato il suo cane, “vorrebbe vivere in un mondo nel quale un uomo che fugge dal suo paese e chiede a noi aiuto abbia almeno gli stessi diritti di un cane, visto che molti rifugiandi vengono fatti morire come cani su un barcone o sotto un tir”.

Come affrontano le realtà territoriali italiane la questione migranti? Hanno risposto a questa domanda i rappresentanti di una Regione e di un Comune: “Governando i processi dei flussi senza generare irrazionali paure, anzi considerando gli immigrati una risorsa e una occasione di sviluppo, non un problema di sicurezza, la loro presenza tra noi”.

Per esempio, è il caso di Loiero, governatore della Calabria, “il loro apporto per noi realtà del Sud è utile per ripopolare paesi che si stanno svuotando”. La sua regione ha promosso di recente una legge regionale di incentivi economici per chi accoglie i rifugiati.

Così, pure, ha ribadito il sindaco di Lodi Guerini, nel territorio di sua competenza ci sono state significative esperienze di integrazione e di accoglienza tra residenti e stranieri, allontanando l’ infondata paura di una presunta invasione da parte degli immigrati.

Si ricordi che ben l’80% dei rifugiati prende la strada dei paesi in via di sviluppo e non quella delle realtà industrializzate come comunemente si crede.

A Roma, il giorno 20 giugno, giornata mondiale del Rifugiato, il Colosseo rimane acceso per tutta la notte con una luce blu. Un’illuminazione speciale che, solo se rimarrà nel tempo nei cuori dei romani, potrà offrire speranze di vita ad una parte cospicua del genere umano.

 

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