

Si tratta del secondo liceo romano a essere preso dagli studenti in anticipo rispetto agli anni precedenti: la scorsa settimana, il 24 settembre, era toccato al Rossellini, liberato solo domenica
Roma si risveglia tra fumi colorati e striscioni: stamattina, lunedì 29 settembre, il liceo Cavour è stato occupato dagli studenti.
All’ingresso dell’istituto sono comparsi fumogeni e bandiere della Palestina, mentre uno striscione recitava: Cavour occupato, blocchiamo tutto contro lo Stato terrorista di Israele.
Si tratta del secondo liceo romano a essere preso dagli studenti in anticipo rispetto agli anni precedenti: la scorsa settimana, il 24 settembre, era toccato al Rossellini, liberato solo domenica.
Ora il testimone passa al Cavour, che si inserisce in un’ondata di mobilitazioni studentesche legate alla solidarietà alla Palestina e alla missione Global Sumud Flotilla.
L’occupazione è stata decisa durante un’assemblea organizzata ieri a Villa Celimontana, intitolata “Occupiamoci della nostra scuola”. Gli studenti hanno spiegato:
“Il tempo di mobilitarsi è ora – per la Palestina, per la Flotilla, contro un governo complice”.
Dietro l’azione c’è il collettivo Osa, già promotore dell’occupazione del Rossellini, che parla di una “staffetta di scuole occupate”.
L’obiettivo è chiaro: trasformare le scuole in baluardi di solidarietà, insieme a portuali e lavoratori che hanno partecipato allo sciopero generale del 22 settembre.
Non solo simbolismo: gli studenti lanciano anche un appello concreto verso lo sciopero generale già annunciato, da tenersi nel caso in cui Israele dovesse bloccare la Flotilla.
Il Cavour, quindi, si aggiunge al Rossellini nella lista delle scuole occupate.
Ma la mobilitazione non si ferma qui: il sostegno arriva da altri licei, come il Manara di Monteverde, e dalle università, con il collettivo Zaum Sapienza in prima linea.
Assemblee e incontri nelle scuole romane preparano le prossime azioni, con un obiettivo sempre ribadito: “Bloccare tutto”.
L’autunno caldo delle scuole romane è appena iniziato, e nuove occupazioni potrebbero aggiungersi nei prossimi giorni, trasformando l’intera città in un laboratorio di protesta studentesca.
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