

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: "Meloni ama Roma"
Di fronte al villaggio campale del Giubileo dei Giovani, a Tor Vergata, la politica torna a mettere Roma al centro. Non solo spiritualmente, come lo sarà per milioni di pellegrini, ma anche istituzionalmente. Il tema dei poteri speciali per la Capitale torna con forza nell’agenda politica nazionale, con promesse concrete e un clima di collaborazione che sembra finalmente favorevole al cambiamento.
A fare da portavoce di questo slancio è stato Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, che non si è sottratto alle domande sul futuro istituzionale della città. «Non serve una Roma Regione, sarebbe complicato e controproducente», ha chiarito subito.
Ma poi ha aperto il campo a un ventaglio di deleghe che, se trasferite davvero al Campidoglio, potrebbero segnare una svolta storica: turismo, commercio, trasporto pubblico locale, edilizia residenziale pubblica. Tutti settori strategici, dove la lentezza decisionale e la frammentazione delle competenze hanno spesso frenato la crescita della città.
Il vero nodo, secondo Rocca, è restituire al sindaco strumenti concreti per agire con rapidità, gestire le risorse in autonomia e rispondere in tempo reale ai bisogni dei cittadini. In questo senso, l’arrivo imminente del disegno di legge sui poteri di Roma sul tavolo del Consiglio dei Ministri, fissato per il 30 luglio, rappresenta un passaggio chiave.
«So quanto la presidente Meloni ami la nostra Capitale – ha dichiarato Rocca –. Sono certo che il Governo tirerà fuori una legge ambiziosa, capace di dare al sindaco i poteri necessari per migliorare i servizi e affrontare le emergenze della città. È un grande momento per Roma». Una dichiarazione che suona quasi come un impegno personale, in un clima di rinnovata sinergia tra istituzioni locali e nazionali.
Accanto a Rocca, anche Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, conferma che la proposta – promossa dalla ministra per le Riforme, Maria Elisabetta Alberti Casellati – «va nella nostra stessa direzione e sarà un percorso accelerato».
Tuttavia, il presidente della Regione Lazio ha voluto anche porre dei paletti: sanità e protezione civile devono restare fuori dal perimetro della riforma. «Non sono competenze che si possono sganciare dalla Regione – ha spiegato –. La protezione civile, in particolare, ha bisogno di un coordinamento lineare e verticale. Strappare Roma dal sistema regionale sarebbe un errore».
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