Roma-Fiumicino, auto in fila sulla corsia d’emergenza: il “parcheggio” illegale che non finisce mai

Eppure la legge parla chiaro: la sosta in corsia d’emergenza è ammessa solo in caso di guasto o malore. In tutti gli altri casi, scatta la violazione

Ci risiamo. O, forse, sarebbe più corretto dire che non è mai finita. La cattiva abitudine di fermare l’auto sulla corsia d’emergenza dell’autostrada Roma-Fiumicino sembra ormai radicata come un vizio impossibile da estirpare.

A pochi metri dal “Parcheggio Lunga Sosta”, dove attendere in sicurezza e gratuitamente fino a due ore, centinaia di automobilisti continuano a scegliere la via più comoda – e più pericolosa: sostare lungo il margine dell’autostrada.

Un comportamento nato per aggirare i controlli a ridosso dei terminal, dove vige la regola ferrea del transito rapido o, al massimo, del “kiss & go”: 15 minuti di tempo per un saluto veloce e per caricare chi atterra.

Troppo poco, secondo molti, soprattutto se il passeggero deve ancora ritirare i bagagli dalla stiva. Così la scorciatoia diventa la corsia d’emergenza, trasformata in una fila di auto immobili, spesso con conducenti che scendono e si muovono tra le carreggiate.

Una scena ormai familiare a chi percorre quel tratto, ma non per questo meno pericolosa. Per chi guida in corsia di marcia, avere sulla destra una colonna di veicoli fermi o in lento movimento significa affrontare un rischio costante.

Eppure la legge parla chiaro: la sosta in corsia d’emergenza è ammessa solo in caso di guasto o malore. In tutti gli altri casi, scatta la violazione.

Ancora più incomprensibile appare questo malcostume se si considerano le alternative legali e sicure: aree di parcheggio gratuite per i primi 15 minuti situate proprio di fronte ai Terminal 1 e 3 degli arrivi internazionali, oltre ai parcheggi a lunga sosta collegati da navette.

Eppure, la tentazione di risparmiare tempo – e soprattutto evitare una multa – sembra prevalere sul buon senso.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una corsia d’emergenza che, invece di garantire sicurezza e soccorso, diventa ogni giorno il parcheggio abusivo più trafficato della Capitale.

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