

La Questura e i servizi d'intelligence alzano la guardia dopo i disordini di Milano e del Nord Italia. Sotto la lente della Digos la chiamata al Circo Massimo ogni sabato via Telegram
I fantasmi delle devastazioni urbane e degli scontri di piazza registrati a Milano, Torino e Bologna allungano la propria ombra sulla Capitale, attesa da una stagione d’autunno ad altissima tensione per la sicurezza cittadina.
A far scattare l’allarme rosso nelle stanze di via di San Vitale è la comparsa sulle piattaforme social di una capillare chiamata alla mobilitazione firmata dal fantomatico “Movimento 17 ottobre”.
L’appello, diffuso in modo virale su Instagram e Telegram, invita a radunarsi ogni sabato pomeriggio nell’area del Circo Massimo, inserendo la città di Roma tra gli otto nodi metropolitani della proteste di piazza, in un clima di crescente radicalizzazione verbale alimentato da profili anonimi e bot.
Sebbene le ultime manifestazioni romane non abbiano registrato gli eccessi di guerriglia visti altrove, la risposta del dispositivo di pubblica sicurezza si è fatta immediatamente incisiva:
Sessanta giovani identificati: Già durante lo scorso weekend, a margine delle sfilate promosse da sindacati e associazioni tra Piramide e il Circo Massimo, la Polizia ha bloccato un gruppo di 60 giovani sorpresi a infilare indumenti scuri usati per coprire il volto e mutarsi in minacce d’ordine pubblico.
Tutti giovanissimi ed esterni: Dalle verifiche condotte dalla Questura è emerso che la quasi totalità degli intercettati era composta da minorenni, con un gruppo di 11 ragazzi arrivato a Roma direttamente da altre province della penisola.
Monitoraggio delle chat: Nonostante la chiamata del “17 ottobre” non mostri per ora legami trasparenti con collettivi formalizzati o sigle note dell’antagonismo, i canali informativi sono attivi per individuare messaggi d’istigazione alla violenza.
Le analisi investigative condotte da Digos e Arma dei Carabinieri sono ora puntate sui prossimi appuntamenti in agenda, con particolare riguardo alla giornata di venerdì 30 ottobre, quando lo sciopero generale proclamato dal sindacato Usb porterà in strada lavoratori, studenti e autotrasportatori.
La preoccupazione principale risiede nella possibilità che frange violente o gruppi legati all’anarchismo informale possano tentare di parassitare le manifestazioni pacifiche o i cortei spontanei privi di scorta e servizio d’ordine.
Il rischio è che la tensione legata al carovita, al costo delle utenze e alle vertenze sul lavoro venga strumentalizzata per trasformare i cortei di protesta in occasioni di scontro aperto con le forze dell’ordine nel cuore della città.
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