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Roma, ricordando il “Che” con gli ambasciatori di Cuba e Bolivia

“Il Che e l'America Latina che cambia” è il titolo dell'iniziativa tenuta dal dipartimento esteri di Rifondazione Comunista nel 40° della morte del Che nella Casa del Popolo di Torpignattara

“Qualche anno fa i bambini poveri boliviani a cui veniva chiesto cosa avrebbero fatto da grande avevano poche opzioni: minatore, operaio, contadino. Oggi con l’avvento della rivoluzione democratico-culturale di Evo Morales i poveri hanno visto crescere le loro prospettive, il proprio futuro. Anche un bambino di una scuola di El Alto, a La Paz, rispondendo a una domanda di Evo in persona ha detto molto seriamente: io?… vorrei fare il presidente come te!”. Esteban Elmer Catarina, ambasciatore della Bolivia in Italia, racconta di come l’America Latina stia cambiando.

“Migliaia di poverissimi dal Nicaragua al Brasile, dal Venezuela alla Bolivia, hanno potuto recuperare la vista grazie all’intervento dei medici cubani. Uno degli ultimi beneficiati è stato un parente di Mario Teran, l’esecutore materiale della morte del Che, voluta dalla Cia”. L’annotazione dell’ambasciatore cubano, Rodney Lopez, mette in luce il ruolo di Cuba nel processo in corso. Il giovane diplomatico boliviano chiudendo il suo intervento dice: ”Quaranta anni dopo, il Che ha vinto in Bolivia”.

“Il Che e l’America Latina che cambia” è infatti l’azzeccato titolo dell’iniziativa molto partecipata che il dipartimento esteri di Rifondazione Comunista ha svolto in occasione del 40° anniversario della morte del Che nella sede della Casa del Popolo di Torpignattara, dove da qualche anno c’è un osservatorio che segue con attenzione i cambiamenti rivoluzionari in atto in quel continente e che ha visto sfilare rappresentanti diplomatici, dirigenti politici e sociali di quella realtà. Il ricordo, la scoperta e l’approfondimento dell’opera del dirigente argentino-cubano è cresciuta enormemente in questo anniversario e le celebrazioni latino-americane avranno un momento alto a Santa Clara da parte di Ugo Chavez, il presidente venezuelano. i

Il giornalista Aldo Garzia, uno dei relatori, ha avuto il compito di sintetizzare i momenti salienti della vita di Guevara, dalla moto che comparti con Granado al Granma, dal medico della guerriglia al secondo comandante dopo Fidel, in una fulminante carriera vissuta nella Sierra Maestra, dal passaggio per importanti ruoli di governo al ritorno ai fronti di battaglia: Algeria, Congo, Bolivia. Il tutto accompagnato dall’invito a “contestualizzare” il personaggio nel suo tempo, ridimensionando le sollecitazioni che Cristina Grandi del direttivo del circolo PRC e coordinatrice del dibattito, faceva per mostrare l’attualità del pensiero e l’operato del Che nella costruzione dei quadri rivoluzionari o nel fare della politica uno strumento di trasformazione di massa. La coerenza, appunto che fanno ancora oggi del Che una figura ammirata dai giovani di tutto il mondo.

Gli interventi del responsabile esteri di Rifondazione, Fabio Amato, e dell’amministratore delegato di Liberazione, hanno confermato l’impegno del partito e del giornale a partecipare attivamente di questo laboratorio politico e sociale aperto qual’è l’America Latina, terreno dove milioni di persone passano da essere i più dannati dei dannati a partecipare delle decisioni più importanti e lo fanno senza animo di vendetta e senza l’interesse di costituirsi come un nuovo potere ma di eliminare ogni residuo di potere. I due, commossi, hanno confermato anche che la stessa intenzione anima l’obbiettivo per una sinistra di massa e l’appuntamento della manifestazione nazionale del 20 ottobre: la possibilità seria delle grandi masse di appropriarsi della politica come strumento di trasformazione. Le diverse ricerche per la costruzione del Socialismo in America Latina costituiscono anche per noi un’esperienza che non possiamo ignorare.

Fabio Amato ha spiegato la rinnovata influenza sui giovani della figura del rivoluzionario, con la capacità di indignarsi e reagire di fronte alla ingiustizia che l’ha caratterizzato. Roberto Presciutti, presentando la prossima iniziativa editoriale riguardante Ernesto Guevara, ha valorizzato queste oltre cento persone che, nel giorno della mobilitazione della destra e alla vigilia del circo mediatico costruito attorno alla nascita del PD, si sono incontrati alla ricerca di più insegnamenti di quella esperienza umana.

La serata è proseguita con una cena a base di cibi cubani e argentini, musica e danza, con il concerto di Claudia Salomone, anche lei “argentina-cubana” che ha coinvolto un po a tutti a cantare e ballare: i diplomatici boliviani si sono esibiti in danze tradizionali e nella recita del “picarezco” andino. La festa, anch’essa molto partecipata esprimeva quanto era aumentato in tutti i partecipanti la fiducia in un futuro diverso.

Giorgio Ceriani – Segretario Circolo PRC Torpignattara

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