Municipi:

Roma salva i suoi ex cinema (per ora). Ma la battaglia continua

Dopo l'approvazione della legge sulle semplificazioni la fondazione Piccolo America torna a chiedere un futuro alle sale romane abbandonate

C’è una legge che doveva segnare “una svolta”, ma è stata oscurata da un’altra notizia, capace di incendiare gli animi e accendere riflettori inattesi: gli ex cinema dismessi di Roma sono salvi. Per ora.

A far saltare l’emendamento che avrebbe autorizzato la trasformazione definitiva delle sale chiuse da oltre dieci anni è stata una mobilitazione silenziosa ma potente, quella della Fondazione Piccolo America, insieme all’opposizione in Consiglio Regionale.

Il risultato? Lo stralcio dell’articolo più temuto dalla nuova legge sulle semplificazioni urbanistiche (la famigerata Legge 171), approvata mercoledì alla Pisana.

Un risultato concreto, tangibile, ottenuto non con proclami ma con tenacia civile. E con una visione chiara: gli spazi culturali non si toccano, si riattivano.

È una vittoria importante da cui ripartireha dichiarato la Fondazionefrutto di una riflessione politica doverosa. Ma non basta.”

immagine di repertorio

Il “Salva Metropolitan”: un tema ancora caldo

Se da una parte si esulta, dall’altra si resta in allerta. L’articolo 19 della stessa legge — ribattezzato in fretta “Salva Metropolitan” — rappresenta il nuovo fronte caldo. Una ferita urbanistica mai del tutto rimarginata e che ora rischia di riaprirsi.

“Leggo che la vergognosa legge di riforma urbanistica regionale approvata stanotte in Consiglio Regionale avrebbe salvato il cinema Metropolitan, e citano, persino la mia Giunta! Ebbene, al massimo questa legge si occupa solo del Metropolitan, perché il nostro progetto era ben più ampio: l’operazione, voluta dalla Giunta Raggi e poi bloccata dalla legge di Zingaretti con la prescrizione del 30% minimo di funzione originaria, coinvolgeva anche altri due cinema storici. ha dichiara in una nota Virginia Raggi, Consigliera Capitolina M5S ed ex Sindaca di Roma.

Con la parziale riconversione dell’ex Metropolitan di via del Corso, che avrebbe comunque mantenuto una sala da 100 posti, avremmo infatti ottenuto 7 milioni di oneri urbanistici dal costruttore da investire integralmente nella riapertura dell’Apollo di via Giolitti e dell’Airone di via Lidia, nell’interesse dei cittadini. – continua la nota –  Con la riforma urbanistica regionale, invece, quello che prevale è solo l’interesse dei costruttori, cui vengono concesse accelerazioni, grossi premi di cubatura e importanti ‘sconti’ sugli oneri urbanistici.

Ancora una volta appare evidente come sarebbe stato più produttivo ragionare su pacchetti di opere, anziché su limiti per le singole sale; e altrettanto produttivo sarebbe stato informarsi bene su quali fossero gli effettivi progetti che l’amministrazione M5S voleva mettere in campo, anziché mistificare la realtà a danno dei cittadini”.

La città dei 15 minuti passa anche dai vecchi cinema

La Fondazione Piccolo America rilancia: serve un tavolo di lavoro permanente con tutte le forze istituzionali, per progettare insieme il futuro delle sale dismesse.

L’obiettivo non è solo conservare degli edifici, ma rigenerare spazi per la socialità, l’arte e la formazione, prendendo ispirazione dai Tiers Lieux francesi: i “Terzi Luoghi” dove si coltiva la partecipazione civica e l’innovazione sociale.

In fondo, è anche questo il cuore della “città dei 15 minuti”: avere tutto a portata di quartiere, sì — ma anche una cultura a portata di mano, di occhi, di cuore.


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