

Sui muri dell’edificio sono comparse croci celtiche, slogan contro le forze dell’ordine
Scritte offensive, simboli estremisti e frasi cariche di odio. La biblioteca di Labaro, nel territorio del XV Municipio di Roma, è finita nel mirino dei vandali con una serie di graffiti che prendono di mira il presidente municipale Daniele Torquati e le istituzioni.
Sui muri dell’edificio sono comparse croci celtiche, slogan contro le forze dell’ordine — definite nelle scritte “gli unici stranieri nei quartieri” — e frasi che arrivano perfino a celebrare Massimo Carminati, indicato come “eroe”.
Un insieme di messaggi che richiama simbologie e linguaggi tipici dell’estremismo, lasciando sgomento tra residenti e amministratori.
Nonostante gli attacchi personali, il minisindaco Daniele Torquati ha scelto una linea di fermezza istituzionale.
Dopo aver ringraziato i cittadini per i numerosi messaggi di solidarietà ricevuti, ha annunciato che la priorità sarà la rimozione immediata delle scritte.
«Non è una questione personale – ha spiegato – ma di rispetto per lo spazio pubblico e per chi indossa una divisa». Poi una riflessione che suona come una risposta diretta agli autori dei graffiti: «Essere insultato insieme alle forze dell’ordine significa avere la certezza di stare dalla parte giusta».
L’episodio ha suscitato una condanna trasversale nel mondo politico capitolino. Dal Partito Democratico di Roma è arrivato un messaggio di solidarietà a Torquati e una presa di posizione netta contro il gesto vandalico.
Secondo il PD, l’attacco non riguarda soltanto un amministratore locale ma colpisce anche un luogo simbolo della cultura e della vita di quartiere.
«Quando mancano gli strumenti del confronto civile – spiegano dal Campidoglio – si ricorre all’inciviltà e all’imbrattamento».
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