“Roma soffoca nel traffico” Lo conferma il convegno del 25 gennaio

A Palazzo Valentini, organizzato da Ananke e Comitato per l'Ecomobilità

“Tutta la regione sta sopportando la mancanza di pianificazione del cuore pulsante dello Stato” è la conclusione di Paolo Berdini, ingegnere urbanista da decenni consulente della pubblica amministrazione. È agghiacciante il quadro che si è delineato nel convegno “Roma soffoca nel traffico”, presieduto dal presidente del Consiglio provinciale Adriano Labbucci e organizzato dall’Associazione Ananke e dal Comitato per l’Ecomobilità e che si è svolto il 25 gennaio 2008 nella Sala delle Bandiere del palazzo della Valentini, sotto lo sguardo fiero di Giuseppe Garibaldi.   La Capitale rischia il collasso. “E questo è  il risultato – ha sottolineato lo studioso Vittorio Sartogo – del circolo vizioso di un amministrazione comunale che non ha voluto fare i conti con l’esigenza di una reale diminuzione del numero di auto private in circolazione”. “Abbiamo seguito le regole della mobilità – ha garantito Mauro Calamante, assessore alle Politiche della Mobilità del Comune – un piano generale del traffico e piani particolareggiati a livello municipale. Abbiamo aumentato le corsie preferenziali e le Ztl, con Testaccio, Trastevere e San Lorenzo coprono 9,6 kmq; abbiamo usato la tariffazione della sosta come strumento di regolazione e impedito al Pra di Roma il rilascio di più di una targa a persona, così le targhe sono diminuite di 30.000 unità. Presto partiranno i piani per la realizzazione di 55 treni in financial project (con finanziamenti dai privati) e la quarta linea metropolitana che sarà pronta per il 2017”.
____  “Ma bisognava davvero ricorrere alla metropolitana coi suoi costi proibitivi e gli immancabili ritardi, per risolvere i problemi del traffico? – si è chiesto l’ingegnere Alessandro Perugia – queste infrastrutture che fanno attraversare il centro anche a chi non doveva, creeranno una inevitabile congestione umana". E citando Jaime Lerner: "Per quanto riguarda la mobilità, il futuro è in superficie. Non possiamo sacrificare intere generazioni in attesa di realizzare linee sotterranee quando in meno di due anni possiamo completare le reti di trasporto in superficie.” Come soluzione alternativa alle metro Perugia consiglia di “completare al più presto l’anello ferroviario e di consolidare le linee tranviarie e i filobus. Al posto della cultura del consumo e dell’utilitarismo del presente è meglio riproporre la cura del ferro.” Invece… “Hanno smantellato tutto – gli ha fatto eco tristemente Giampiero Nicolini direttore del periodico dei tranvieri ‘Le Rimesse’ – ormai per le carrozze dei tram c’è solo un lamierista. Per poter viaggiare sui mezzi pubblici i disoccupati non dispongono neppure di uno sconto come gli studenti.”   “Tutte le funzioni direzionali sono in centro o all’Eur – ha ricordato Berdini – le conseguenze di un mancato decentramento sono evidenti: nel 1951 gli abitanti del centro storico erano 360.000 oggi sono 40.000, però ci sono 30 milioni di turisti annui. Anche la popolazione entro il raccordo è diminuita. L’abusivismo edilizio ha consumato 10.000 ettari di territorio, in cui vivono 600.000 abitanti. Ma lo scandalo sono i 28 mega centri commerciali attorno al raccordo costruiti dal 2000 al 2007 senza alcuna pianificazione, solo con deroghe scellerate. Per ogni centro commerciale chiudono 70 botteghe: ormai per fare gli acquisti è indispensabile usare l’auto.”   Durante il convegno è stata anche diffusa una lettera in cui si avverte che: "per le continue gravissime deroghe a costruire, il Piano Regolatore di Roma che il Consiglio regionale sta esaminando non corrisponde più alla realtà; è necessario stroncare la logica della contrattazione economica del territorio".

Enrico Luciani, presidente della Commissione mobilità della Regione, ha sostenuto la necessità “di rafforzare la gestione pubblica e fondere gli enti in un’unica rete, anziché spacchettare le aziende municipalizzate e privatizzarle con una gara d’appalto. Dal 3 dicembre 2007 l’Unione Europea ha stabilito che la gara non è più obbligatoria.”

  In qualità di Commissario europeo all’ambiente, Carlo Ripa di Meana ha presentato il nuovo libro verde sul trasporto urbano, in cui un piano d’azione obbliga alla riduzione delle emissioni inquinanti. “Per ottimizzare la mobilità – ha riferito Ripa di Meana – bisogna puntare sul car-sharing, i grandi parcheggi di scambio, il telelavoro, i teleacquisti, il trasporto pubblico on-demand.Di sicuro vanno scoraggiate le aree di parcheggio nel centro che incentivano l’uso dell’auto”. Per impedire lo scempio del Pincio, scavare la collina per creare 726 posti auto, è in corso una petizione on-line (http://www.noparcheggiopincio.it/).   “Dalla metà degli anni ’70 le politiche comunali hanno privilegiato l’uso dell’auto – ha dichiarato l’ingegner  Angelo Zola – e il Pup, il piano parcheggi ne è la riprova. La mancanza di corse, orari, mezzi, linee e di coordinamento tra mezzi su gomma e su ferro hanno prodotto la disaffezione dal trasporto pubblico: meno di 1 abitante su 3 usa il mezzo collettivo. I 700.000 pendolari sono costretti ad usare l’auto di proprietà.”   "La mobilità è un diritto – ha puntualizzato Silvia Zamboni giornalista e saggista – costruire alternative come l’uso della bici affiancato al mezzo pubblico, produce un risparmio sui costi sanitari: 30 minuti di movimento al giorno sono indispensabili per mantenersi in salute, così dice l’Oms. In molte città, come Ferrara, le bici hanno diritto a percorsi protetti e privilegiati, in altre, categorie come i bambini e gli anziani hanno diritto al mezzo pubblico gratuito, a Milano il trasporto pubblico on-demand, si può prenotare fino alle 2 di notte.” Guido Viale ha inviato un intervento dettagliato sui numerosi obiettivi da raggiungere una volta invertita la direzione di marcia dell’amministrazione comunale.

Avere una mobilità urbana sostenibile è possibile anche a Roma, basta volerlo.

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