Roma, stipendi in contanti e contributi non versati: irregolarità per 468 lavoratori

Operazione del 1° Nucleo Operativo Metropolitano delle Fiamme Gialle nei confronti di una società capitolina

Un sistema gestionale opaco, fondato sul sistematico ricorso ai contanti per saldare le buste paga e sulla mancata regolarizzazione dei versamenti previdenziali.

Sono 468 i lavoratori coinvolti nelle pesanti irregolarità scoperte dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma a carico di un’azienda attiva nel quadrante sud-est della Capitale, operante nei settori dei call center e delle emittenti radiofoniche private.

L’inchiesta, condotta sul campo dagli specialisti del 1° Nucleo Operativo Metropolitano, ha passato al setaccio la contabilità aziendale e i supporti informatici, incrociando i dati reali d’impiego del personale con i flussi di pagamento effettivamente erogati.

Le violazioni contestate: contanti senza traccia e libro unico irregolare

Gli accertamenti delle Fiamme Gialle hanno fatto emergere una gestione delle risorse umane non conforme alla normativa vigente:

Mancata tracciabilità: Le retribuzioni venivano corrisposte in contanti, in aperta violazione delle norme che impongono l’uso di strumenti di pagamento bancari o postali a garanzia del lavoratore.

immagine di repertorio

Libro Unico del Lavoro alterato: Riscontrata una compilazione omissiva o non corretta dei registri obbligatori sul personale.

Omissioni contributive: Accertato il mancato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, un’omissione che impatta negativamente sulle posizioni pensionistiche e sulle tutele infortunistiche dei dipendenti.

Le segnalazioni agli enti e il contrasto alla concorrenza sleale

A seguito dell’ispezione, le Fiamme Gialle hanno trasmesso le risultanze degli accertamenti all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, all’INPS e all’INAIL per l’avvio dei procedimenti di sanzione e il recupero delle somme dovute.

Oltre a tutelare i diritti fondamentali e le posizioni assicurative dei lavoratori, gli interventi della Guardia di Finanza mirano a reprimere i fenomeni di concorrenza sleale: il mancato rispetto degli obblighi contributivi e fiscali consente infatti alle imprese irregolari di abbattere artificiosamente i costi di gestione, danneggiando gli operatori che agiscono nel pieno rispetto delle regole.

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