

Ancora poco chiare le responsabilità, ma la politica si divide
Rissa nella notte tra il 13 e il 14 aprile 2010 all’Università di Roma Tre. Un gruppo di ragazzi appartenenti al Blocco studentesco e altri del centro sociale Acrobax si sono scontrati davanti alla facoltà di Lettere, in via del Valco di San Paolo. 17 persone sono state denunciate dalla polizia per rissa aggravata e danneggiamento: di questi, 8 sono del Blocco Studentesco, gli altri 9 dello schieramento opposto.
Sono invece tutti del Blocco studentesco i feriti, con prognosi comprese tra i 5 e i 30 giorni: il più grave ha riportato una frattura al braccio e due ferite in testa suturate con dieci punti. I ragazzi del Blocco studentesco hanno raccontato alla polizia che stavano attaccando manifesti fuori l’ingresso dell’università quando sono stati aggrediti da un gran numero di militanti dei centri sociali, tutti armati di bastoni.
Diversa la versione dei ragazzi di sinistra. I militanti dei centri sociali sostengono che stavano affiggendo i loro manifesti quando sono arrivati i ragazzi del Blocco studentesco, già pronti allo scontro. Scattata la rissa, i ragazzi del centro sociale spiegano di aver respinto l’aggressione poiché erano in numero maggiore. Le indagini della Digos sono ancora in corso. Determinanti potrebbero essere le testimonianze degli inquilini delle palazzine nei pressi della Facoltà.
Nel frattempo, la politica si è già divisa.
“Esprimo solidarietà alle vittime dell’aggressione che questa notte è stata perpetrata ai danni dei ragazzi di Blocco Studentesco”. A dichiararlo in una nota è Luca Malcotti, vice coordinatore vicario del Pdl di Roma.”Il fatto che vi siano frange della sinistra estrema che organizzano a freddo aggressioni è cosa inaudita e inaccettabile che dovrebbe trovare una condanna unanime da parte della città.”
“La collusione della sinistra istituzionale con ambienti che teorizzano, praticano e rivendicano l’utilizzo della violenza come strumento di lotta politica e che hanno nel loro vocabolario l’idea di annientare gli avversari è questione sulla quale la sinistra dovrebbe finalmente intervenire recidendo ogni vicinanza.” conclude Malcotti.
Umberto Croppi, assessore capitolino alla Cultura, è intervenuto sulla vicenda: “Esprimo – ha dichiarato – a nome dell’Amministrazione capitolina la condanna più ferma per ogni azione di violenza e la preoccupazione per un episodio che, per il numero delle persone coinvolte e l’entità delle ferite riportate dagli studenti ricoverati, si configura come un grave campanello di allarme”.
“Ho parlato con il rettore Fabiani – conclude Croppi – al quale ho chiesto di cooperare con tutte le istituzioni per favorire il ristabilimento di un clima di serenità. L’Amministrazione capitolina seguirà con attenzione l’evolvere della situazione e metterà in campo tutti gli strumenti a sua disposizione per impedire che questo episodio, per ora isolato, possa intorbidire il corretto corso delle elezioni universitarie e la civile convivenza tra gli studenti”.
Anche Andrea Catarci, presidente dell’XI municipio, ha espresso la sua opinione. “Non è la prima volta che, all’approssimarsi delle elezioni universitarie, gruppuscoli di chiara matrice neofascista scorrazzano armati di tutto punto nelle vie intorno all’Università Roma Tre, all’interno di una scia di aggressioni e violenze perpetrate in città e lunga parecchi anni." "In assetto militare ieri notte si sono scontrati con esponenti della Rete dell’XI Municipio, una realtà di associazioni, comitati, gruppi studenteschi e centri sociali attiva da tempo nel territorio che, come consuetudine, stavano affiggendo manifesti", prosegue Catarci, che poi spiega: "per non passare da aggrediti ad aggressori la Rete ha organizzato la conferenza stampa odierna nella sala consiliare del XI municipio, che ha suscitato le reazioni scomposte e irragionevoli di alcuni consiglieri comunali del Pdl, guarda caso gli stessi che sempre si prodigano per la concessione di patrocini e finanziamenti a realtà dell’estrema destra, Casapound in testa. Strana concezione della democrazia hanno questi signori – conclude Catarci. "Sostengono in ogni modo coloro che si dichiarano apertamente ‘fascisti del terzo millennio’. Ma conoscono la Costituzione italiana, in cui ancora è presente la pregiudiziale antifascista? Bene fa, al proposito, il rettore Fabiani a garantire adeguati controlli sull’inammissibilità di liste elettorali che si richiamano nei contenuti e nella simbologia a ideologie neofasciste ed antidemocratiche.”
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