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“Sacro Gra”, il regista Gianfranco Rosi celebra il Grande Raccordo Anulare

Il documentario si è aggiudicato il Leone d'Oro alla 70° edizione della Mostra del cinema di Venezia

Il Grande Raccordo Anulare ed i suoi personaggi trionfano alla 70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

Gianfranco Rosi con il documentario “Sacro Gra”, frutto di un viaggio di due anni a bordo di un mini-van intorno al grande anello stradale capitolino, conquista il prestigioso Leone d’Oro riportando così in auge a Venezia il cinema italiano dopo ben 15 anni, allora si impose Gianni Amelio.

Sacro-GRAIl regista posa il suo occhio sulla vita che si sviluppa ai margini del Gra lasciando da parte il caos derivante dal traffico, principale motivo per cui è conosciuta la più grande autostrada urbana d’Italia, narrando le storie di personaggi normali ma che allo stesso tempo sembrano usciti da un romanzo.

La cinepresa di Rosi si sofferma ogni volta su scenari diversi
C’è il nobile piemontese decaduto e sua figlia laureanda, assegnatari di un monolocale in un moderno condominio ai bordi del Raccordo, impegnati in discussioni intellettuali con lo scopo di ingannare il tempo e sopperire alla loro attuale situazione abitativa.
Incontriamo un botanico alle prese con la scoperta del rimedio miracoloso per sconfiggere l’invasione delle larve che stanno distruggendo le oasi sorte lungo il Gra.
Poi lui il principe moderno che mette a disposizione il suo castello di periferia per convegni, set cinematografici e talvolta si trasforma anche in un teatro dove mettere in scena fiabe in costume.

E l’angelo custode del Raccordo, il barelliere del 118 che presta soccorso ai senza tetto, alle vittime della strada e si prende cura della sua anziana madre.
Infine troviamo un anguillaro, tra gli ultimi romani di sette generazioni, che vive sul fiume Tevere pescando e che spiega l’importanza della sua attività applicando una sua personale filosofia di vita.

cast sacro graGianfranco Rosi vince (e convince) su tutta la linea rappresentando lo spaccato di una società nascosta ed invisibile servendosi del genere documentaristico, per la prima volta in concorso a Venezia, avvicinando in questo modo i personaggi il più possibile al pubblico.
A suggerire l’idea del documentario al regista è stato il paesaggista Niccolò Bassetti, che ha percorso il raccordo a piedi per tre anni e ha individuato molti dei personaggi raccontati in “Sacro Gra”.

“Questa è una Roma poco vista, poco conosciuta, è un polmone esterno rispetto al pantano romano – ha spiegato Rosi –  dopo molti film fuori dall’Italia forse questo per me era il momento giusto per raccontare questa storia. Anche se non è mai stato l’intento del film fare un’analisi sociologica dell’Italia, è stato un modo per conoscere meglio Roma e di riflesso il nostro Paese”.

Adesso bisognerà attendere il giudizio del pubblico che dovrà attendere il 26 settembre per l’arrivo nelle sale cinematografiche del documentario.
Intatto è doveroso fare i nostri complimenti a Gianfranco Rosi per aver celebrato un luogo tanto amato e tanto odiato dal popolo romano.

Sacro Gra – Il Trailer

http://youtu.be/DzM01ejkQ_I

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