

La donna subiva anche violenze
Da anni una 39enne italiana era costretta a prostituirsi nelle aree di servizio del Grande raccordo anulare. Il suo sfruttatore, D.D., pregiudicato di 40 anni, l’accompagnava con un camper nei punti di sosta maggiormente frequentati dagli automobilisti e dai camionisti. Al suo sfruttatore la donna doveva consegnare tutti i guadagni.
Ogni sera l’uomo forniva alla donna profilattici, vestiti appariscenti e parrucche. I rapporti sessuali venivano consumati all’interno del camper, sotto la costante "supervisione" dello sfruttatore, che rimaneva nascosto nel vano cuccetta superiore del camper, all’insaputa dei clienti della donna.
L’uomo costringeva la donna a prostituirsi con la minaccia di far del male ai suoi due figli. Non solo: alcune volte l’uomo la costringeva a subire atti di violenza vera e propria, come percosse e tagli con delle forbici.
Proprio l’ennesimo episodio di violenza ha spinto la 39enne a ribellarsi e a denunciare l’uomo alla polizia. D.D. l’aveva infatti picchiata di nuovo, procurandole contusioni e ferite che i medici hanno giudicato guaribili in 9 giorni.
Il 28 marzo 2010, quindi, D.D. è stato rintracciato dagli agenti del commissariato San Basilio. I poliziotti lo hanno trovato proprio all’interno del suo camper. L’uomo è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per sfruttamento della prostituzione, lesioni gravi, minacce e violenza privata.
La donna è stata invece accompagnata in una struttura protetta, dove è assistita dagli psicologi.
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