

Al cinema Adriano un’assemblea per parlare dei tagli al mondo della cultura
E’ stato indetto per oggi 22 novembre 2010 lo sciopero dei teatri, cinema e sale da concerto per dire basta agli ennesimi tagli del governo alla cultura e all’espressione d’arte.
Fare qualcosa per quella nazione, l’Italia, che è ‘la maestra’ in quanto culla di arte e beni culturali e proprio per questo motivo artisti e non si sono riuniti oggi presso il cinema Adriano di Roma per affrontare i problemi che affliggono il mondo dello spettacolo.
Tante facce conosciute ma soprattutto tanti lavoratori. “Dietro la mia faccia ci sono tanti lavoratori a spasso in un settore che occupa 250 mila addetti – ha spiegato dal canto suo Giulio Scarpati, presidente del Sindacato attori italiani – Bondi inizi a mantenere la promessa di rinnovare gli incentivi fiscali innanzitutto”.
L’importanza di tale sciopero viene sottolineato anche dal mondo istituzionale, infatti in una nota Cecilia D’Elia, assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, ha dichiarato: “Lo sciopero di oggi ci fa capire che quando chiudono musei, teatri e cinema, chiudono le ragioni stesse dello stare insieme. La cultura è nutrimento primario per le società democratiche e per le loro economie. Questo sciopero unico per le sue motivazioni è anche un grande risultato di unità e senso di responsabilità di tutte le forze che lavorano nel mondo della cultura e dello spettacolo. Anche la politica culturale degli enti locali è sotto attacco. Ad essere in pericolo non sono solo i grandi eventi ma l’intera rete di musei e istituzioni culturali che assicurano a tutti, senza distinzioni, l’accesso al patrimonio culturale. Le norme più nefaste sono la riduzione dell’80% delle spese a disposizione dagli enti locali per mostre ed eventi culturali, il divieto di investimento di capitale privato nelle aziende culturali e il taglio del 50% della spesa sostenuta dagli enti locali per attività di formazione”.
Stesse parole sono state proferite da Paolo Masini, consigliere Pd e membro della commissione Cultura di Roma Capitale.
“Così come accaduto a Pompei – dichiara Masini – nel resto del Paese tutta la cultura si sta sgretolando sotto l’azione erosiva dei tagli di Tremonti. Lo sciopero andato in scena oggi, con sale, set e teatri chiusi ed eventi cancellati è la dimostrazione di cosa accadrà se non verranno ripristinati i necessari finanziamenti”.
Parla di miopia invece Vannino Chiti, Vicepresidente del Senato e Commissario del Pd Lazio che in una nota dichiara: “Lo sciopero del mondo dello spettacolo è frutto dei tagli profondi, miopi e insensati del governo. Il mondo del cinema, la musica, la danza, i teatri, i musei rappresentano il nostro patrimonio culturale, ciò che ha reso grande l’Italia nel mondo, minacciarne la sopravvivenza dimostra che la destra nei fatti considera questa immensa ricchezza solo un costo e non una risorsa”.
Foto ANSA
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